La denuncia del figlio di Amarildo: "Brasile ingrato, ha dimenticato papà. Che da 8 anni ha l'Alzheimer"

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Vincere una Coppa del Mondo non basta: l'ex calciatore sostituto di Pelé nel 1962, attualmente ricoverato in ospedale, è ricordato da pochissimi connazionali e celebrato maggiormente in Italia, anche per i suoi trascorsi con le maglie di Fiorentina, Milan e Roma

Maurício Cannone

26 luglio - 19:20 - RIO DE JANEIRO (BRASILE)

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Compirà 87 anni questo 29 luglio e fa parte della storia del calcio sia nel suo Brasile sia in Italia, dove ha indossato con tecnica e dedizione le maglie del Milan, della Roma e della Fiorentina. È conosciuto come “O Possesso” ("Il Posseduto") ed è noto soprattutto per avere sostituito con maestria proprio Pelé, infortunatosi al Mondiale del 1962, nel secondo dei cinque conquistati dai verdeoro. Lui è Amarildo Tavares da Silveira o semplicemente Amarildo, da tre anni ricoverato in ospedale col Morbo di Alzheimer. Nelle dichiarazioni al quotidiano O Globo la famiglia si rammarica per la facilità e la velocità con cui è stato dimenticato da gran parte del calcio brasiliano.

tumore sconfitto

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Nel 2011, ad Amarildo venne diagnosticato un carcinoma della laringe. Il figlio Rildo Corrêa, sfogandosi in un'intervista, aveva sottolineato la gravità della situazione e l'impossibilità di ricorrere ad un intervento chirurgico. Dopo numerose sedute di chemioterapia e radioterapia l’ex calciatore era riuscito a sconfiggere il cancro, tuttavia, compromettendo con i trattamenti proprio la regione cerebrale.

la situazione

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La famiglia ha quindi iniziato a sospettare problemi a livello cognitivo e nel 2018 è arrivata la diagnosi: Alzheimer. Amarildo ha poi subito tre ictus ischemici nel 2023 e da allora non ha più lasciato l’ospedale: è ricoverato in condizioni gravi presso il Copa Star, di Copacabana, a Rio de Janeiro. Rildo, figlio dell’ex calciatore, che lavora oggi come perito tecnico-criminale, ha dichiarato a O Globo: “Il quadro clinico di mio padre è complesso. Ha perso la vista ed è alimentato tramite sondino gastrico. La sua situazione è molto difficile. Sappiamo che l’Alzheimer è una malattia degenerativa, ma facciamo di tutto affinché possa vivere con dignità”.

più apprezzato in italia

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Rildo e sua madre Fiamma Silveira, moglie di Amarildo, assistono l’ex calciatore, mentre le spese all’ospedale privato sono coperte dall’assicurazione sanitaria fornita dalla CBF (Confederazione Brasiliana di Calcio). I parenti, però, sono amareggiati. Ritengono che un fuoriclasse con un passato da campione del mondo non possa essere dimenticato in una situazione del genere: “Credo che il problema più grande nel calcio sia l’ingratitudine. Vedo come mio padre è stato completamente dimenticato. Quello che ha fatto non è mai stato valorizzato come avrebbe meritato”, ha sottolineato Rildo. “È molto facile parlare di una persona quando non c’è più. Arrivano quei due o tre giorni di omaggi. Ma questo non basta. Posso dire che mio padre è una figura molto più apprezzata in Italia, per la storia che ha scritto nei club, rispetto a qui, in Brasile. Quando era allenatore lì in Italia, ci incontravamo spesso con Maradona. Ho ottimi ricordi dell’affetto che nutriva per lui. Una volta, e questo non lo dimenticherò mai, in occasione di un evento a Milano nel 1990, Maradona gli era seduto vicino, gli mise una mano sulla spalla e al microfono disse: “Il Brasile dev'essere molto grato perché ha vinto i Mondiali del ’62 grazie a questa persona”.

le visite in ospedale

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La famiglia si rattrista per le poche visite, ma non tutti dimenticano Amarildo. Il quotidiano O Globo ricorda che Dunga, ex calciatore del Pisa, della Fiorentina e del Pescara, e Bebeto, entrambi campioni mondiali col Brasile nel 1994, tra gli altri, si recano di tanto in tanto in ospedale, nonostante non abbiano mai giocato insieme a "O Possesso" nel bianconero di Rio, dove Amarildo ha vissuto i migliori momenti a livello di club. Si presenta spesso anche Vanderlei Luxemburgo, ex ct del Brasile. Lo stesso Dunga, tecnico del Brasile Mondiali del 2010, ha protestato: “Non è solo Amarildo a non ricevere il giusto riconoscimento; sono pochi i giocatori che lo ottengono qui nel nostro Paese. Non so se sia perché il Brasile è stato cinque volte campione del mondo. In Inghilterra, ad esempio, ne hanno vinto uno e quei ragazzi sono considerati divinità. Non so se abbiamo difficoltà a rendere omaggio e a riconoscere i campioni, ma di sicuro Amarildo non è riconosciuto”.

nel 1962

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Rildo ha ricordato il momento in cui Amarildo venne scelto come sostituto di Pelé nel Mondiale in Cile e la doppietta contro la Spagna nella fase a gironi:  “Mio padre diceva sempre che quando Pelé si infortunò sembrava che la nazionale vivesse quel momento come un lutto. Era un po’ a disagio perché si era reso conto che tutti si sentivano smarriti, mentre lui, fiducioso, era stato scelto per sostituire Pelé. Segnò subito due gol, zittendo molte persone che dicevano che per il Brasile la Coppa del Mondo senza Pelé era già conclusa”. Amarildo segnò un altro gol in finale contro l’allora Cecoslovacchia, vincendo con un punteggio di 3-1. In totale tre gol su quattro presenze a quella rassegna iridata.

nello stivale

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E nel Belpaese, quali furono i momenti più belli di "O Possesso"? Col Milan vinse la Coppa Italia nella stagione 1966-1967, segnando in finale contro il Padova. Alla Fiorentina conquistò lo storico scudetto del 1968-1969. Passò alla Roma dal 1970 al 1972. Fu anche allenatore: Fiorentina (giovanili) dal 1974 al 1978; vice-allenatore della Viola nella stagione 1990-1991. In Serie C2: Rondinella dal 1987 al 1988, Turris dal 1988 al 1990 e Pontedera, dal 1991 al 1992. Concluse con il Sorso dal 1981 al 1983.

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