Settant'anni fa, l'8 agosto 1956, 262 lavoratori di 12 nazionalità diverse, molti dei quali italiani, persero la vita in un incendio nella miniera di carbone di Bois du Cazier a Marcinelle, in Belgio. La maggior parte era venuta in Belgio in cerca di lavoro e di un futuro migliore. Non fecero mai ritorno a casa. Chiunque vada a lavorare dovrebbe tornare a casa sano e salvo. Questo è l'impegno fondamentale che abbiamo nei confronti dei lavoratori.
Non è cambiato dall'incidente di Marcinelle, né è cambiata la nostra responsabilità di rispettarlo." Lo ha sottolineato la vicepresidente della Commissione Ue Roxana Minzatu spiegando che, "a seguito degli appelli del Parlamento europeo e di diversi Stati membri, abbiamo proposto di istituire una Giornata europea annuale in memoria delle vittime degli infortuni sul lavoro. Si celebrerà ogni anno l'8 agosto." "Non sarà una giornata dedicata solo alla commemorazione di coloro che hanno perso la vita nel disastro di Marcinelle e in altri tragici incidenti sul lavoro.
Avremo un'opportunità annuale per rinnovare l'impegno dell'Europa in materia di prevenzione e riaffermare la nostra ambizione di eliminare gli infortuni e i decessi sul lavoro, in ogni settore e in ogni Stato membro", ha aggiunto ancora Minzatu ricordando: "nonostante i progressi compiuti nella riduzione dei decessi sul lavoro, ogni anno nell'Unione europea più di 3.000 lavoratori perdono la vita a causa di infortuni sul lavoro e si stima che oltre 170.000 muoiano per malattie professionali. Condizioni di lavoro sicure e salubri sono una priorità assoluta. Sono sancite dal Trattato sull'Unione europea e dal Pilastro europeo dei diritti sociali, e sono fondamentali per ciò che un'Europa equa, competitiva e sociale deve realizzare".
"Marcinelle è una tragedia che rimarrà per sempre nella memoria collettiva, italiana ed europea. Ma Marcinelle rappresenta anche un simbolo. Il simbolo dello straordinario contributo che decine di milioni di italiani hanno dato al progresso delle Nazioni che li hanno accolti. Una grande storia, fatta di rispetto, regole, integrazione. Ma, soprattutto, di duro lavoro e tanto sacrificio." Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio inviato all'evento di Fdi-Ecr alla vigilia della cerimonia per il 70/o anniversario della tragedia di Marcinelle. "Ogni 8 agosto, nell'anniversario di Marcinelle, l'Italia onora questa storia, la grande storia dell'emigrazione italiana. E lo fa grazie alla determinazione di un patriota come Mirko Tremaglia, che 25 anni fa propose e fece istituire la "Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano del mondo". "Marcinelle", disse Tremaglia nella sua prima visita ufficiale alla miniera, 'rappresenta il simbolo della sofferenza, della fatica, del sangue versato sul lavoro dagli italiani nel mondo e dai loro fratelli europei, e la superiorità di quell'umanesimo del lavoro allora ignorato che riconosce a chi lavora dignità e parità di diritti e di doveri'", ha sottolineato Meloni, aggiungendo: "Diritti e doveri. Regole e lavoro. Sacrificio e dedizione. Marcinelle rappresenta tutto questo, e io sono orgogliosa che anche le Istituzioni europee abbiano deciso di riconoscere a questa storia la dignità che merita" con la giornata europea per le vittime del lavoro. "Il Governo italiano ha ovviamente sostenuto convintamente l'istituzione di questa giornata. Una proposta lanciata dal Presidente Brunetta, che è stata portata avanti con particolare impegno dalla Vicepresidente Sberna e dalla Relatrice Gemma. Grazie di cuore per il lavoro che avete svolto, e grazie anche a Carlo Fidanza per aver voluto promuovere questo momento di riflessione", ha concluso Meloni.
"La tragedia di Marcinelle sia un monito perenne per tutti: la vita delle lavoratrici e dei lavoratori deve essere il valore assoluto al quale subordinare ogni altra scelta. A nulla servono le altre rivendicazioni o i tanti proclami e, men che meno, la libertà d'impresa o il profitto, se non si tutela, innanzitutto, la salute e la sicurezza di chi si reca sul luogo di lavoro e il suo diritto prioritario a far ritorno alla propria casa e ai propri cari", commenta la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese, oggi a Marcinelle con una delegazione della Uil e della Uim, per la cerimonia di commemorazione della tragedia di 70 anni fa. "Più della metà di quelle vittime era di nazionalità italiana: lavoratori costretti a lasciare il proprio Paese, segnato dalle devastazioni della guerra, dall'eredità del ventennio fascista, dalla povertà e dalla mancanza di opportunità. È una pagina della nostra storia,", sottolinea. Il segretario generale Maurizio Landini guida una delegazione della Cgil, in Belgio - indica il sindacato - "per rendere omaggio alle vittime, rinnovare il ricordo di quanti persero la vita sul lavoro e riaffermare l'impegno sindacale sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro". La Cgil "intende non solo rinnovare il profondo cordoglio per il sacrificio di tanti migranti e lavoratori, ma anche promuovere una riflessione profonda sulle attuali condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, che restano una priorità assoluta e una costante emergenza democratica". Landini parteciperà a diversi appuntamenti tra oggi e domani. In occasione del settantesimo anniversario del disastro minerario di Marcinelle la Cisl sarà presente con "una ampia delegazione": sarà guidata dalla segretaria generale Daniela Fumarola "per rendere omaggio alla memoria dei 262 lavoratori, 136 dei quali italiani che morirono nella miniera belga". "A settant'anni da quella tragedia - sottolinea la Cisl - , il sacrificio dei minatori di Marcinelle continua a indicarci una strada. Saremo lì non solo per commemorare ed esprimere la nostra vicinanza alle tante famiglie che hanno perso i loro cari, ma per ribadire un impegno preciso: trasformare il ricordo in responsabilità, perché nessuna vita venga mai più sacrificata sull'altare del profitto, dell'indifferenza o della superficialità".
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