Americano, è diventato ds di Milan Futuro per volere di Zlatan nel 2024, ma oggi spera di salire di livello e occuparsi della prima squadra
In pochi sanno che nel suo palmares c'è una Champions League vinta da calciatore. Già perché Jovan Kirovski non è un carneade paracadutato sul mondo Milan dal nulla. E nemmeno un raccomandato di lusso. Certo, il rapporto di amicizia con Zlatan Ibrahimovic c'entra eccome sul suo arrivo in Italia. Ma l'americano di origini macedoni, 50 anni, ha un passato che spesso e volentieri viene ignorato da critici e detrattori. E un futuro tutto da scrivere in seno al Milan, con la grande aspirazione di salire in prima squadra, dopo i due anni con l'Under 23 e l'onta della retrocessione in Serie D.
storia
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Jovan Kirovski nasce a Escondido, California, ma in giovanissima età sbarca nelle giovanili del Manchester United. Primo americano di sempre a firmare per i Red Devils, segno che il talento non manca. Fa l'ala destra e nel vivaio dello United si mette anche in evidenza, ma non può debuttare in prima squadra per questioni burocratiche (permesso di lavoro nel Regno Unito). Nel 1996 decide così di trasferirsi al Borussia Dortmund. In Germania non è un titolare, ma finalmente può giocare. Segna un gol in Bundesliga e mette insieme due presenze in Champions che gli valgono il titolo di primo giocatore degli States a vincere il torneo, anche se in finale con la Juventus non va nemmeno in panchina. In Champions segna pure l'anno dopo, ma a Dortmund non c'è molto spazio per lui. Così Kirovski comincia a girare per l'Europa: Fortuna Colonia, Sporting, Crystal Palace, Birmingham. Alti e bassi, fino alla decisione di tornare in America, dove trova infine nei Los Angeles Galaxy il suo eldorado. In campo e fuori.
milano
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Kirovski chiude la sua carriera da calciatore nel 2011, ma resta comunque nella franchigia californiana. Vice allenatore prima, direttore tecnico poi. È in questa veste che accoglie a L.A. Ibrahimovic nel 2018. A unire i due è l'amicizia con Mino Raiola, allora agente dell'attaccante svedese. Tra Kirovski e Ibra nasce un bel feeling, che non si perde nemmeno quando Zlatan torna al Milan. Anzi, l'Ibra rossonero 2.0 si rivelerà fondamentale nell'approdo dell'americano a Milano. Perché quando nel 2024 l'ex centravanti diventa senior advisor di RedBird, indica a Gerry Cardinale proprio Kirovski come dirigente per il neonato Milan Futuro, la squadra Under 23.
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Kirovski sbarca in Italia un po' come un alieno. Non parla italiano, non conosce la Serie C e si trova a lavorare in un progetto tutto nuovo. Al primo anno, arriva la retrocessione in D. Che fa rumore, sebbene da quella squadra siano saliti in pianta stabile tra i grandi Camarda, Bartesaghi, Jimenez e Torriani. Quando dopo il ko con il Cagliari lo scorso maggio Cardinale azzera tutti i vertici della società, dall'ad al ds, passando per il dt e l'allenatore, l'unico a salvarsi è proprio Jovan, che firma il rinnovo con tanto di aumento di stipendio. Resta sport development director, almeno per ora. Ma nella ricostruzione del Milan -per ora ancora orfano di un'area tecnica - Kirovski sta già lavorando attivamente anche per la prima squadra, insieme a Donato Lomonte e Bobby Gardiner. E nella sua ambizione, il salto dovrebbe arrivare presto, magari già in estate, se Cardinale non trovasse figure adatte nel ruolo di dt e ds.








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