Emilio Fede, è scontro tra le figlie Sveva e Simona per il patrimonio di famiglia

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A poco meno di un anno dalla scomparsa del presentatore, è guerra tra le figlie per gioielli, case e altri beni

20 giugno - 17:24 - MILANO

Le sorelle Simona e Sveva Fede sono al centro di una dura battaglia legale per la spartizione del ricchissimo patrimonio lasciato dai genitori, la giornalista Diana De Feo (scomparsa nel 2021) e lo storico direttore del Tg4 Emilio Fede (deceduto a settembre 2025). Il patrimonio al centro della lite comprende conti correnti, gioielli di grande valore e diverse proprietà immobiliari di lusso, tra cui spiccano la storica Villa Lucia, una tenuta da circa sette milioni di euro affacciata sul Golfo di Napoli, e una villa ad Anacapri. La primogenita Simona sostiene che la quota che le spetta legittimamente sia stata gravemente lesa e che i beni siano stati progressivamente sottratti alla successione.

emilio fede: le figlie litigano per l'eredità

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Al centro delle accuse avanzate da Simona c'è la gestione dei beni da parte della sorella Sveva, che avrebbe portato allo svuotamento del patrimonio originario attraverso l'apertura di cassette di sicurezza e movimentazioni bancarie "sospette" dopo la morte della madre. La disputa si concentra in particolare sulla villa di Anacapri: la quota materna di questa proprietà era stata destinata a Simona, ma l'intero immobile è poi transitato sotto il controllo della "Fondazione Emilio Fede". A questo proposito, la primogenita contesta la validità dell'operazione sollevando forti dubbi sulle reali capacità mentali del padre nei suoi ultimi anni di vita, citando persino accertamenti dei carabinieri che ne evidenziavano la difficoltà nel comprendere la propria situazione patrimoniale.

La vicenda è inizialmente approdata alla Procura di Roma con le ipotesi di reato di circonvenzione d'incapace e appropriazione indebita, ma il pubblico ministero ha recentemente chiesto l’archiviazione del caso, non ravvisando profili penali e rimandando la questione alla giustizia civile. Simona Fede, assistita dai suoi legali e supportata da un pool di consulenti privati (tra cui periti grafologici e bancari), ha però annunciato una ferma opposizione all'archiviazione davanti al GIP. Contemporaneamente, la donna avvierà una causa in sede civile entro la fine della prossima settimana per chiedere il formale ripristino delle quote ereditarie previste dai testamenti dei genitori.

La Gazzetta dello Sport

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