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Non dà la mano alle avversarie russe e bielorusse, gioca sentendosi l'Ucraina sulle spalle ed è in un momento super: in un mese ha perso solo tre set, chiudendo questa prima parte sulla terra battuta con 11 vittorie consecutive e il trionfo di Madrid
Marta Kostyuk si muove senza navigatore da tempo e lo fa notare con nonchalance: “Il tennis è un viaggio, non una destinazione”. Di sicuro fra i luoghi del cuore faranno capolino Madrid e la sua Caja Magica, che sarà Magica per un motivo: “Avevo un record pessimo in questo torneo, per cui ritrovarmi a vincerlo è una sensazione incredibile. Lo guardavo sempre, da bambina”. Di chilometri, durante il viaggio, ne ha fatti scorrere a milioni: dai record maturati a quindici anni agli allenamenti sotto le bombe di Kiev, dalle sessioni con Ljubicic al best ranking della carriera. Fino al trionfo di Madrid, festeggiato con un salto mortale all’indietro: normale, se nella tua vita precedente eri una promessa della ginnastica…








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