Giro: Dalla Bulgaria a Roma, Vingegaard a caccia della Tripla Corona

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La grande partenza, per la prima volta, dalla Bulgaria, da Nessebar sul Mar Nero; il grande arrivo, per la quarta volta consecutiva, a Roma. Eccolo, al via da venerdì, il Giro d'Italia numero 109, con uno sconfinamento in Svizzera e il ritorno a Milano, dopo quattro anni di assenza, e l'ipotesi di riportare sotto il Duomo il finale della Corsa Rosa dal 2027.

 In mezzo ai due estremi, tra 8 e 21 maggio, il senso della corsa piu' affascinante sta in una crono dal sapore antico, lunga 42 km e piatta, con Filippo Ganna pronto a ghermirla, sette traguardi in salita e un unico, scontato, favorito, al debutto, in assenza di Pogacar: Jonas Vingegaard.

Per l'alfiere della Visma-Lease a Bike un doppio obiettivo: portare la Danimarca in cima al podio del Giro d'Italia - mai accaduto in 109 edizioni - e diventare l'ottavo fuoriclasse a completare la Tripla Corona, unendo ai due Tour e alla Vuelta in bacheca il trionfo italiano. Lo vuole fare prima del rivale Tadej Pogacar, a cui manca ancora il sigillo alla Vuelta (gara però a cui non partecipa dal 2019, quando arrivo' terzo da semi-sconosciuto).

Ho scelto di fare il Giro - ha spiegato Vingegaard a gennaio, annunciando la sua partecipazione - perché è una delle corse più prestigiose del mondo e perché non l'ho mai fatto prima. È un bel cambiamento di calendario rispetto a quello che ho scelto negli ultimi 5 anni, ma ci voleva, sono curioso di andare al Tour de France dopo aver fatto anche il Giro. Ovviamente punterò alla Maglia Rosa. Pensare di poter vincere tutti e tre i Grandi Giri è una grande motivazione".

Quest'anno sarà un percorso più morbido ma con arrivi selettivi: il Blockhaus, alla settima tappa, rischia già di far saltare il banco e fare intendere chi non è da podio; il poker di montagna a Pila, Carì, Alleghe (con il passaggio sul Giau, Cima Coppi) e Piancavallo assegnerà senza appello la Maglia Rosa.

Sarà anche il Giro delle defezioni: Landa con il bacino fratturato al Giro dei Paesi Baschi, Almeida out con una sindrome virale e Carapaz operato per una cisti. Più spazio di manovra dunque per Giulio Pellizzari, fresco vincitore del Tour of the Alps e co-leader del Team Red Bull Bora Hansgrohe con Jai Hindley (in Rosa a Verona nel 2022): "Il mio sogno è vincere il Giro prima o poi. Quello che viene al di sotto della vittoria quest'anno andrà bene, ma l'ambizione per la carriera è portare a casa la maglia rosa. Sto lavorando per questo. Darò il massimo, il tifo potrebbe fare la differenza. Mi gasa avere un sogno comune con il pubblico italiano".

L'ultimo azzurro a podio è stato Damiano Caruso nel 2021: Pellizzari ci spera, lo brama, e se la giocherà con i vari Egan Bernal, Ben O'Connor, Felix Gall, Thymen Arensman, Jay Vine e Adam Yates. Giulio Ciccone e Diego Ulissi vanno a caccia di fughe spericolate, Jonathan Milan cerca il tris per la Maglia Ciclamino dopo aver fatto il vuoto anche al Tour, dimostrando di essere lo sprinter da battere. Il via venerdì: poi le consuete tre settimane di storie, sudore e spettacolo. 

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