Kimi Antonelli: "Ho imparato a fare le lavatrici, ora voglio vincere le prime gare. E con le nuove regole..."

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Il pilota italiano della Mercedes: "Il mio obiettivo è sempre lo stesso: essere il migliore ogni volta che scendo in pista. I test? Mi ha sorpreso Red Bull, anche la Ferrari ha fatto bene. E ora che vivo da solo, ho imparato a fare l'uomo di casa"

Giulia Toninelli

Giornalista

3 febbraio - 08:26 - MILANO

Ha uno zaino in spalla, ma non è più quello della scuola. Il diciannovenne bolognese Andrea Kimi Antonelli si prepara ad affrontare la sua seconda stagione di Formula 1 con la consapevolezza di chi, dentro a quello zaino, ha messo maturità, coraggio, soddisfazioni e qualche sofferenza necessaria. Si sente più grande, a suo agio dentro a un top team - Mercedes - in cui ha imparato a dire la sua, e dentro a una macchina - la nuova W17 - che segna l’inizio di un’era.

Kimi, com’è questa nuova generazione di vetture?

"In termini di guida le sensazioni con le nuove vetture sono cambiate parecchio. La potenza è impressionante perché l’aumento della parte elettrica ha reso l’accelerazione più brusca. Senti tutto molto di più. La batteria non dura moltissimo ma ha una capacità sufficiente per percorrere tutto il rettilineo, con una riduzione della potenza dell’elettrico dopo la botta di accelerazione iniziale. Così quando la potenza elettrica cala progressivamente, la macchina tende a plafonare o anche a ridurre la velocità in alcuni casi".

Mercedes' Italian F1 driver Kimi Antonelli attends the 2025/2026 NBA season basketball match between the Memphis Grizzlies and Orlando Magic at the O2 Arena in London on January 18, 2026. (Photo by Glyn KIRK / AFP)

Kimi Antonelli 

Pilota Mercedes

19 anni, disputerà quest'anno la sua seconda stagione in Formula 1. In classifica è arrivato al settimo posto assoluto

È difficile abituarsi a questi cambiamenti?

"Questo aspetto è inedito per tutti i piloti, ma credo che sarà più o meno accentuato a seconda delle tipologie delle piste in cui saremo. Dipende tutto dalla lunghezza dei rettilinei, in quelli corti usiamo meno batteria, mentre dove ci sono rettilinei lunghi si sfrutta tutta la batteria e si arriva più forte al punto di staccata. Bisognerà farci l’abitudine, come un po’ per tutte le novità, a Barcellona durante i primi test abbiamo iniziato a prenderci la mano".

Quali sono state le sue prime impressioni in questi test al Montmelò?

"Sono stati molto positivi, soprattutto perché abbiamo percorso tanti giri sulla macchina, che è quello a cui puntavamo. Devo davvero ringraziare la squadra che ha fatto un grandissimo lavoro per arrivare pronta: il filming day che abbiamo fatto a Silverstone prima di arrivare in Spagna ci ha garantito una continuità iniziale che poi abbiamo portato anche a Barcellona, dove non abbiamo avuto grossi problemi".

C’è ottimismo nel team?

"È difficile al momento dire dove siamo rispetto agli avversari. Durante questo tipo di test non si conoscono i carichi di benzina o le modalità di motore scelte dagli altri, quindi è davvero impossibile farsi un’idea chiara di quali siano i valori in campo che ritroveremo al via della stagione. Quello che posso però dire è che le sensazioni che mi ha trasmesso guidare la nuova macchina sono positive, e non vedo l’ora di essere in Bahrain per tornare in pista".

C’è qualcuno, tra gli avversari visti a Barcellona, che l’ha colpita particolarmente?

"Con le premesse precedenti, quindi sapendo che ciò che abbiamo visto è ancora prematuro, direi Red Bull. Parlo soprattutto di come hanno lavorato con la nuova power unit, visto che si tratta del primo motore per loro, che quest’anno sono diventati costruttori. Ai primi test sono riusciti a percorrere molti chilometri e anche la Racing Bulls ha girato con continuità, noi ci aspettavamo che potessero avere più problemi, ma hanno svolto un grandissimo lavoro. Anche la Ferrari è andata bene nei test, a livello di affidabilità hanno completato molti chilometri. In McLaren hanno avuto qualche problemino in più, però la macchina a livello aerodinamico sembra davvero ben fatta".

Quello che sta per iniziare è il suo secondo anno in Formula 1. Cosa cambierà per lei rispetto al 2025?

"Mi sento bene, sono carico e tranquillo. In questo periodo ho avuto del tempo per riflettere sul mio primo anno, per capire che cosa non ha funzionato e perché, e che cosa invece è andato bene. Mi è servito fare un’analisi di tutto ciò che ho vissuto, ora vedo il quadro in modo più chiaro. Per quanto riguarda il 2026 mi sono fissato degli obiettivi e rispetto a un anno fa adesso so cosa mi aspetta, conosco di più questo mondo e adesso non vedo l’ora di andare alla prima gara a Melbourne per scoprire dove saremo. Questo nuovo regolamento ci offre una grandissima opportunità".

Un nuovo regolamento porta a nuove gerarchie: si è posto degli obiettivi precisi?

"Quando salgo in macchina per me l’obiettivo è sempre solo uno: essere il migliore. Io voglio essere il più veloce e quindi voglio vincere. Con questo nuovo regolamento abbiamo l’occasione di farci vedere, perché non cambia solo la vettura ma anche la modalità di guida dei piloti. Io vedo tutto questo come un’occasione quindi se saremo competitivi, come al momento sembra, l’obiettivo sarà vincere le mie prime gare in Formula 1 e magari lottare anche per il Mondiale. Non sarà facile perché ho un compagno di squadra molto forte, ma credo che faremo belle cose insieme".

 Andrea Kimi Antonelli of Italy and Mercedes AMG Petronas F1 Team and Max Verstappen of the Netherlands and Oracle Red Bull Racing talk behind the fan stage prior to the Sprint ahead of the F1 Grand Prix of Qatar at Lusail International Circuit on November 29, 2025 in Lusail City, Qatar. (Photo by Mark Thompson/Getty Images)

E fuori dalla pista, si sente cresciuto?

"Sì, adesso vivo da solo, mi sono trasferito da circa un mese e sto imparando a fare l’uomo di casa, a fare le pulizie e le lavatrici. Quando vivevo con i miei genitori non dovevo fare nulla quindi è stato un bel passo per me, però mi piace, è casa mia, ci tengo che sia in ordine e a gestire le mie cose. Mia mamma mi sta ancora aiutando, ma credo che tra un po’ mi dirà di arrangiarmi, perciò devo imparare piuttosto in fretta".

C’è qualcosa che ancora la impressiona dell’essere in Formula 1?

"Mi ricordo l’anno scorso quando mi sono ritrovato a fare i primi giri vicino a campioni come Hamilton e Verstappen, mi faceva impressione, adesso ci ho fatto l’abitudine ed è diventata la normalità. Come un po’ tutto il resto in questo mondo. Ho un rispetto immenso e molta ammirazione nei loro confronti però l’obiettivo quando abbiamo il casco addosso resta sempre quello: non importa contro chi corri, bisogna voler battere tutti".

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