Il centrocampista: "L’Ecuador non perdeva da 19 gare, andremo lontano. Tornare in A? Tutto è possibile"
Il Comandante è felice. Nemmeno la tormenta elettrica che si è abbattuta sul Lincoln Financial Field al termine di Costa d’Avorio-Ecuador costringendo le squadre a 3 ore di attesa negli spogliatoi hanno intaccato il buonumore del capitano per la vittoria al 90’. In zona mista Frank Kessie si ferma volentieri a riflettere su questa serata piena di fulmini, e i sorrisi si mischiano continuamente alle parole.
Avete fatto un bel colpo eh?
A Kessie viene quasi da ridere: "Incredibile eh?".
Abbastanza, l’Ecuador ha preso due traverse e un palo…
"E noi abbiamo segnato al 90’".
E allora riavvolgiamo il nastro su questa partita.
"Siamo felicissimi, per la vittoria, per come è arrivata, per come abbiamo lottato, per la nostra capacità di sofferenza. Di fronte avevamo un avversario fortissimo, che non perdeva da non so quante partite".
Diciannove.
"Sono un sacco. L’Ecuador è una squadra tosta, organizzata, che nel primo tempo ci ha messo sotto. Siamo stati bravi e fortunati a resistere, poi nella ripresa siamo cresciuti tanto e alla fine siamo riusciti anche a segnare. Bisogna pensare che la stragrande maggioranza della nostra squadra è alla sua prima Coppa del Mondo, questo era un debutto complicato anche sotto il profilo mentale, dell’esperienza. Siamo entrati frenati e ci hanno aggredito, ma nella ripresa ci siamo sciolti e siamo cresciuti".
Futuro che si presenta insidioso, ora avete la Germania.
"Un altro squadrone, un altro ‘partidazo’ (in spagnolo, ndr), ma lasciatemi dire che per me questo Ecuador non ha nulla da invidiare alla Germania. A qualcuno può sembrare un’esagerazione, ma noi li avevamo studiati, lo sapevamo, e si è visto: abbiamo battuto una formazione top. E ora ce ne tocca un’altra. So che hanno vinto 7-1 con Curaçao, impressionante".
Curaçao è il vostro ultimo avversario: la prima qualificazione degli Elefanti al secondo turno dei Mondiali non è lontana.
"Ehhh, inshallah! Non corriamo troppo".
Però il morale è alto, 2-1 alla Francia a Parigi in amichevole, ora 1-0 all’Ecuador.
"Stiamo bene, siamo un bel gruppo, ci divertiamo e abbiamo qualità".
La sconfitta e le critiche per l’eliminazione in Coppa d’Africa con l’Egitto sono lontane.
"Si, e giustamente. Il calcio è così. Siamo arrivati in Marocco alla Coppa d’Africa da campioni in carica e tutti si aspettavano grandi cose da noi. Abbiamo avuto una serata storta e siamo usciti, ma noi non abbiamo mai smesso di credere in noi stessi. E i fatti ci stanno dando ragione".
Cosa pensa del fatto che i vostri tifosi non siano potuti venire a tifare dalla Costa d’Avorio, per il divieto d’ingresso negli Usa?
"Primo che mi dispiace e secondo che ci sono questioni politiche che passano sopra le nostre teste".
Prima del Mondiale vi ha raggiunti Ange-Yoan Bonny, che ha cambiato la maglia della Francia con quella della Costa d’Avorio.
"Un’ottima notizia. E le sostituzioni sono state decisive: lui, Amad Diallo che ha fatto gol, e poi gli altri che sono entrati".
La sua storia con l’Italia va considerata chiusa o è ancora aperta?
"Diciamo così: sono al Mondiale e penso al Mondiale. Poi aggiungiamo che sono ancora un giocatore dell’Al Ahli, fino al 30 giugno. Per cui vediamo cosa succede, in Italia sono stato bene e nel calcio tutto è possibile. Ma ne parliamo tra un mese, ora nella mia testa c’è solo il Mondiale".
Quindi la storia con l’Italia resta aperta. Kessie ride di gusto e se ne va. Alla fine del tunnel della zona mista lo aspettano pioggia e lampi che illuminano la grande notte della Costa d’Avorio. Il mercato può attendere, ora c’è la Germania.










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