Juve, tutto su Vlahovic: la Juve vedrà il padre per un rinnovo breve

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Prima la Fiorentina, poi il vertice alla Continassa . Accordo in salita, scende in campo Elkann

Guglielmo Buccheri

Giornalista

11 maggio 2026 (modifica alle 10:23) - TORINO

Uno, due. E in dote arrivano quattro punti. Uno al Verona, il secondo ad accecare la notte di Lecce in un niente: Dusan Vlahovic è tornato e lo fa vedere. Il rumore di ciò che ha prodotto l’attaccante serbo dopo la lunga, lunghissima degenza è di quelli assordanti perché gli effetti possono essere da Champions: e, ora? Luciano Spalletti, nella pancia dello stadio di Via del Mare, non ha buttato la palla in tribuna, anzi: a me Dusan serve, il messaggio dell’ex ct azzurro. Serve per quelle caratteristiche che nessuno ha nell’organico bianconero e che altrove sono rare da trovare: il tecnico toscano è in pressing sulla società e la società si è impegnata a dare un senso alla sua azione. 

tentazione bayern

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Il pallone è a metà campo, da una parte la squadra della Continassa, dall’altra la famiglia Vlahovic: si giocano i supplementari. La Juventus, John Elkann in testa, non è insensibile alle richieste di Spalletti e lo ha già dimostrato con i rinnovi di McKennie e Locatelli, profili ritenuti dall’allenatore toscano indispensabili per gettare le basi del nuovo progetto: sul nome di Yildiz e la firma del giovane turco fino al 2030 non c’era nemmeno da discutere. Dusan e papà Milos, però, non vogliono ancora giocarla la sfida sull’immediato futuro: meglio salire sull’Aventino e aspettare. Cosa? Vlahovic segna per la causa bianconera, ma segna anche per se stesso: ogni colpo che batte lo rimette al centro del mercato. E dal mercato, la famiglia del centravanti di Belgrado è convinta di ricevere l’offerta giusta economicamente e l’offerta nobile per status di chi la può tradurre in fatti concreti: Bayern Monaco o Barcellona. Uno, due: i gol al Verona e, l’altra sera, a Lecce non hanno scongelato quella temperatura fredda che condiziona i rapporti tra il club e il giocatore, naturalmente sul tema di un possibile, nuovo, matrimonio. Potrebbe farlo il prossimo incontro con le parti attorno a un tavolo arricchito dal piatto forte: la proposta juventina. Questa settimana, più probabile la prossima dove l’agenda dei vertici della Continassa appare più libera, la Juventus e la famiglia Vlahovic si incontreranno per andare più a fondo dentro qualcosa che non può rimanere in sospeso ancora troppo a lungo. I supplementari sul futuro di Dusan raccontano, per ora, di un copione poco favorevole alla Juventus. 

ingaggio e dintorni

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Elkann, numero uno del club, sa quanto Vlahovic sia fondamentale nel laboratorio Spalletti e, come detto, ha dato mandato perché il lieto fine si concretizzi. Allo stesso tempo, però, alla Continassa non possono andare oltre un certo confine in fatto di ingaggio, per opportunità e per equilibri: da qui, l’idea di trovare il punto di ripartenza anche con un contratto breve. Dusan avrebbe, così, la possibilità di rilanciarsi nella sua comfort zone e presentarsi, tra un anno o due, ancora più forte agli occhi della concorrenza. La Juventus potrebbe smarcarsi dalla ricerca, complicata, di un numero nove come letteratura del calcio racconta e consegnare all’ex ct azzurro un altro dei suoi fedelissimi per la nuova avventura. Questa settimana, al massimo entro metà della prossima, qualcosa dovrà muoversi nella partita tra la Continassa e la famiglia Vlahovic. Il summit in programma potrebbe non essere risolutivo, ma non sarà per niente banale: il tempo perché il cerchio si chiuda, in una direzione o nell’altra, è arrivato e fine maggio può suonare come il gong alle chiacchiere o riflessioni. Dusan è tornato e si vede: là in mezzo, nel cuore dell’area di rigore avversaria, adesso c’è chi sa cosa fare o come muoversi. Spalletti si mangia le mani per quello che poteva essere e non è stato: prima l’infortunio, poi il mese di gennaio passato in giro per l’Europa senza la fumata bianca su un centravanti di ruolo. La volata Champions, ieri all’ora di cena, sembrava cosa fatta con la Roma a gambe all’aria a Parma. Poi, sei minuti di recupero e, nel recupero, veleni, polemiche e, soprattutto, il controsorpasso dei giallorossi in casa dei ducali: davanti alla tv, i giocatori di Spalletti hanno vissuto sull’altalena. Dusan segna, Spalletti gongola, ma non troppo, alla Continassa preparano l’incontro della (quasi) verità: ai supplementari, la Juventus deve recuperare terreno prezioso. Questione di famiglia, questioni di ingaggio: papà Milos è convinto che il suo ragazzo possa fare bingo e ottenere ciò che si aspetta ora che è libero di scegliersi il domani. Di sicuro c’è che Elkann non è insensibile alle richieste del suo tecnico.

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