L'ex senior advisor giallorosso riapre le porte alla panchina dell'Italia
Claudio Ranieri cambia idea e apre all’improvviso le porte alla Nazionale. "Dissi di no nel giugno scorso perché ero impegnato con la Roma e non potevo avere due lavori, a questo punto sono libero, per cui mai dire mai. Dirigente o allenatore? Non lo so, se vieni chiamato devi rispondere sì e basta”, ha detto a Sky Sport ricordando proprio il gran rifiuto pochi giorni dopo l’esonero di Spalletti da ct della nazionale. Ranieri non se la sentì di svolgere il doppio incarico e a malincuore disse no all’Italia. Ora invece l’apertura di Ranieri è totale. Anche perché è stato sollevato da poco meno di un mese dall’incarico di senior advisor della Roma a seguito dei dissapori con Gasperini. Sir Claudio è pronto quindi per la Nazionale che con il probabile arrivo di Malagò a capo della Federcalcio potrebbe proprio contattare l’ex allenatore di Roma e Leicester.
de rossi
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A margine del Premio Di Marzio, Ranieri ha parlato anche di Daniele De Rossi, soffermandosi sul suo percorso in panchina e sul lavoro svolto al Genoa: “Era un allenatore in campo, come lo era in mezzo insieme a Pizarro. Insomma, erano un duo di centrocampo molto notevole. Ne penso bene, sia di Daniele sia di Attilio Lombardo, che ha fatto veramente un gran campionato perché la Sampdoria stava in brutte acque e ha fatto veramente una cosa eccezionale. Daniele sta facendo bene, si è integrato subito. Sono contento perché è un ragazzo di valore e ha delle ottime idee. Il Genoa dovrebbe ripartire da lui”. Spazio anche ad altri temi, come la partita Psg-Bayern finita 5-4. “Siamo italiani per cui critichiamo sempre - ha concluso Ranieri -. Però io mi sono divertito molto, vedere due squadre che attaccavano e se le davano di santa ragione, con azioni e con grandi campioni e a una velocità pazzesca. Qualcuno ha criticato le difese, ma io non sono d’accordo. Quando giochi contro quei tipi di giocatori, con l’uno contro uno, ti capita di pensare poco, tanto che nella gara di ritorno Luis Enrique faceva raddoppiare sugli esterni le ali avversarie. Certo, il calcio lo seguo sempre e dobbiamo risollevarci, perché non è possibile stare così lontano dai grandi eventi”.








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