Jodar fa già paura: prima volta ai quarti in un Masters 1000, ora si regala Sinner

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Il fenomeno spagnolo, 19 anni, ha battuto nettamente negli ottavi Kopriva con il punteggio di 7-5 6-0

Lorenzo Topello

Collaboratore

28 aprile - 17:57 - MILANO

La Next Gen pesca un altro numerino per sfidare il primo del ranking. A Indian Wells Joao Fonseca ha costretto a due duri tie break Sinner, cedendo solo dopo due ore di gioco. Stavolta, a Madrid, è il turno dell’idolo di casa Rafa Jodar: come il brasiliano è un classe 2006 ed è l’ultimo prodigio fra i teenager del circuito, protagonista di una scalata clamorosa nel ranking. Un anno fa stazionava al 687, stavolta al torneo di casa si è presentato al numero 42 del mondo e secondo la classifica live è già entrato nei primi 35. Ora, ai quarti, ecco servito il battesimo del fuoco contro Jannik. Dopotutto, se hai diciannove anni, il concetto di “esame di maturità” dovrebbe occupare il primo posto nel ranking dei pensieri. 

solido

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A Madrid il teenager di casa ha fatto un pieno di consapevolezze da far invidia: un “Vamos” dietro l’altro per lasciarsi alle spalle De Jong, De Minaur (con un 6-3 6-1 che non ammetteva repliche), lo stesso Fonseca e, agli ottavi, Kopriva. Contro il ceco vestiva forse per la prima volta in carriera i panni dello strafavorito ed è partito col freno a mano tirato. Lo testimonia il primo set: Kopriva più disinvolto alla ricerca della profondità anche a costo di pasticciare qua e là in risposta, Jodar decisamente conservatore. Ma solido al momento del rischio: sul 3-3 il servizio dell’iberico si è inceppato, concedendo due palle break all’avversario e riuscendo al contempo a disinnescarle. Rafa ha scelto di carburare alla distanza, andando poi a prendersi il break decisivo sul 6-5: Kopriva ci ha messo del suo con un doppio fallo evitabile, lo spagnolo ha fatto il resto con un passante velenoso di rovescio e un puntuale arrivo in chiusura a rete. 

repertorio

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A Jodar serviva una fresca iniezione di fiducia come quella del primo set, perché nel secondo parziale non c’è stata storia: break a zero in apertura, ulteriore break per portarsi sul 4-0 sciorinando un frizzante repertorio tra smorzate e rovesci in lungolinea. Interessante anche il posizionamento sulla seconda dell’avversario, sempre molto in avanti a cercare di togliere il tempo a Kopriva in uscita dal servizio. Non ruberà l’occhio (ancora) al 100%, ma sulle sliding doors del match ha sempre avuto ragione lui, se è vero che contro il ceco è finita 7-5 6-0: gestione della sfida da volpone del circuito, altro che adolescente. E il parterre di calciatori sugli spalti (fra cui spiccava Jude Bellingham che lo segue dal match d’esordio in terra madrilena) ad applaudirlo convinto. 

un solo ko

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Rafa è lottatore convinto e sa pungere come un’ape: a Madrid ha saputo spesso trovare il break al primo tentativo nel set, mostrando cattiveria e bisturi al momento giusto. E poi, come intuibile, è in forma smagliante: nelle ultime 13 partite ha perso una sola volta, contro un altro indiavolato come quell’Arthur Fils che sta riguadagnando posizioni nel ranking a ritmo supersonico. Per il resto Jodar ha sempre e solo vinto: la striscia gli è valsa già un alloro Atp indimenticabile come quello di Pasqua, a Marrakech. Ma nel cuore, da adesso, conserverà anche il ricordo di Madrid. 

un record battuto

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Jodar ora si regala la sfida col numero 1 del circuito, seguito sempre con ammirazione: “Penso che Sinner sia un grande giocatore: il modello da seguire per me”. Di Jannik ha già battuto un record: superando De Minaur l’altro giorno è diventato il più giovane a vincere contro un top 10 in un Masters 1000 da wild card. A spingere lo spagnolo, come un altro Rafa particolarmente promettente in passato, sarà anche il pubblico, incandescente durante il match con Fonseca: “Per me è speciale giocare a casa davanti a tanta gente e molti amici. Sono felicissimo del livello mostrato contro Kopriva. Il match con Sinner? Sarà un’opportunità: devo preparare la partita nella miglior maniera possibile. Perché sarà veramente dura”. Popcorn garantiti.

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