Dopo un avvio difficile l'olandese è sempre più inserito, nella squadra e nella città. Scrive in dialetto, cita Diego, si è fatto trovare pronto quando Conte lo ha fatto giocare. E si candida a una maglia da titolare
Alessandra Vaccaro
29 novembre - 13:32 - MILANO
“Jamm”, non è il titolo di una sua canzone (magari potrebbe diventarlo), è la didascalia dell’ultimo album social di Noa Lang. L’esterno sinistro ha pubblicato su Instagram un paio di foto tratte dalla partita di Champions giocata contro il Qarabag allo stadio Diego Armando Maradona. La sua seconda consecutiva da titolare, un’altra prestazione estremamente positiva, da trequartista nell’inedito 3-4-2-1, accanto a Neres e alle spalle di Hojlund. Un’immagine dalla bandierina e una col cielo stellato e in tempesta alle spalle, in sottofondo le note della canzone di Geolier El Pibe de Oro. Noa ha mandato un messaggio ai tifosi del Napoli e ai follower con l’esortazione napoletana per eccellenza. “Jamm” significa “Andiamo”, significa unione, significa sentirsi napoletano, significa combattere insieme per un obiettivo.
omaggio a diego
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Non solo giocatore, Noa Lang, in arte Noano è anche un famoso rapper, con i brani “Damage” e “Waka” ha superato i 20 milioni di visualizzazioni per ogni singolo. Giocatore dribblomane e anche cantante, è la sublimazione della napoletanità. Si può dire, senza timore di smentita, che Noa Lang sia diventato prima napoletano che titolare. Quando ancora non aveva firmato il contratto quinquennale, che lo legherà al Napoli fino al 2030, Noa ha pubblicato sui social un album di foto delle vacanze dal titolo “Live is life”, il brano che ha accompagnato il riscaldamento più famoso della storia del calcio, quello di Diego Armando Maradona prima della semifinale di Coppa Uefa contro il Bayern Monaco, era il 19 aprile 1989. “Vedi Napoli e poi muori”, un altro titolo pesante, un altro titolo napoletano. Quello scelto per l’album postato su Instagram dopo la firma del contratto. Il 18 luglio scorso, dal ritiro di Dimaro, ha condiviso le emozioni delle prime ore in azzurro. L’allenamento, l’arrivo in charter, i primi giorni trascorsi in uno degli hotel con la vista più suggestiva sulla città, il golfo di Napoli, le chiacchierate con De Bruyne e Lukaku, l’incontro con Geolier e poi lo stadio Diego Armando Maradona.
eredità e parole pesanti
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Arrivato a Napoli dal Psv Eindhoven per 25 milioni più 3 di bonus, Noa si è ritrovato nell’ingrato compito di dover raccogliere l’eredità di Khvicha Kvaratskhelia. Lang era un obiettivo concreto del mercato azzurro già nella sessione invernale scorsa, acquisto condiviso dal direttore sportivo Giovanni Manna e da Antonio Conte. “Sono consapevole che c'è da curare anche la fase difensiva nel calcio italiano rispetto al gioco olandese”, aveva detto alla sua presentazione in conferenza stampa. E, forse, è stato proprio questo il maggiore limite all’inizio della sua esperienza a Napoli. La prima maglia da titolare è arrivata contro il Lecce, il 28 ottobre scorso, solo 50 minuti giocati e poi il cambio per un doppio colpo. Nel frattempo, però, è successo di tutto: la sconfitta per 6-2 contro il Psv (la sua ex squadra), le dichiarazioni di Noa dalla sua roccaforte “Ho parlato solo una volta con Conte”, le parole del ct dell’Olanda sullo scarso minutaggio in azzurro di Lang “Mi ha raccontato che in 28 giorni di ritiro ha visto solo una volta il pallone” e la risposta di Antonio Conte “Deve lavorare, deciderò io quando mandarlo in campo”. Insomma, Noa Lang ha vissuto un avvio delicato in azzurro, completamente integrato nell’ambiente Napoli, ma slegato dal progetto tattico di Conte. Poi la necessità di passare al 3-4-2-1 per sopperire alle pesanti assenze di Anguissa, Lukaku, De Bruyne, Gilmour, tutti insieme in infermeria. In campo dal primo minuto con l’Atalanta (ha segnato il primo gol in azzurro), riconfermato col Qarabag, Noa si candida a strappare una maglia da titolare anche all’Olimpico. Del resto ha già avvertito tutti dai social in napoletano: Jamm, vale anche contro la Roma, nel suggestivo derby del Sud.









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