Il pluricampione paralimpico e mondiale del nuoto Barlaam e la campionessa olimpica e mondiale di volley Cambi fra le tante stelle dello sport sul palco, pensando anche alla Paralimpiade appena conclusa. Simone: “Ho assistito a tanti eventi, l’hockey l’ho anche provato”. Carlotta: “Unire Paralimpiadi e Olimpiadi è difficile? Allora facciamo almeno una sola cerimonia!”
Un premio che coinvolge sullo stesso livello atleti olimpici e paralimpici. E che non poteva che collocarsi proprio alla conclusione della lunga avventura dei Giochi invernali di Milano-Cortina. Sono gli Italian Sportrait Awards, giunti alla 14ª occasione, il riconoscimento promosso dalla Confsport Italia celebra i protagonisti dello sport italiano per la stagione 2025 e che si distingue per una caratteristica unica: atleti normodotati e con disabilità concorrono sullo stesso piano, promuovendo concretamente inclusione ed equità. Così si passa tranquillamente dal premio alla Nazionale femminile di volley campione del mondo (top team donne), a quello come ‘atleta rivelazione’ a Marco Cicchetti, due ori su 200 metri e salto in lungo ai Mondiali paralimpici di atletica a Nuova Dehli e alla squadra di sciabola paralimpica campione del mondo come ‘team uomini’ con Edoardo Giordan, Mattia Galvagno, Gianmarco Paolucci, Andrea Jacquier. Nelle categorie ‘top’ uomini e donne vincono Jannick Sinner (tennis), Sofia Raffaeli (ginnastica ritmica), premiata anche come ‘campione dei ragazzi’, tra i ‘giovani’ s’impongono Tara Dragas (ginnastica ritmica) e Danilo Faso (tennis tavolo), doppietta del canottaggio con Susanna Cicali ‘rivelazione donne’ e l’otto per il ‘team misto’.
nuoto e hockey
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Si è divertito molto ad assistere dal vivo alle Paralimpiadi il pluricampione paralimpico e mondiale di nuoto Simone Barlaam: “Con il record di medaglie degli azzurri, trainati da grandissimi campioni come Emanuel Perathoner Giacomo Bertagnolli, Andrea Ravelli, Renè De Silvestro, è stato veramente bello, mi sono divertito tantissimo”. Difficile pensare a organizzare Olimpiadi e Paralimpiadi in contemporanea, “andrebbero analizzate bene le modalità, la durata, logisticamente sarebbe difficile”, ma dei passi avanti secondo Barlaam si potrebbero comunque fare: “Magari già far crescere l’evento paralimpico a livello di comunicazione in futuro sarebbe un’ottima cosa. Dare lo stesso peso ai due eventi. Per unirli bisognerebbe anche tenere conto delle diverse esigenze, perché il mondo paralimpico ha le sue specificità”. A proposito, a Barlaam sarebbe piaciuto partecipare alle Paralimpiadi invernali in qualche disciplina? “In verità qualcuno l’ho provato, come l’hockey, anche se è un po’ pericoloso e ai miei allenatori la cosa non ha fatto troppo piacere… Se avessi invece due gambe buone proverei volentieri il pattinaggio velocità. È noioso? Non di certo per un nuotatore…”. A proposito di nuoto, la stagione di Barlaam: “È una stagione di mezzo, non ci sono le Olimpiadi, sto un po’ sperimentando”. Fastidi dalla musica e dalle signore dell’aquagym mentre ti alleni? “Purtroppo quella che ha evidenziato Thomas Ceccon è una problematica che esiste e anche sotto altre forme. Ad esempio come quando nella corsia riservata ti ritrovi qualcuno del nuoto libero. Ma è un tema ampio che riguarda tante piscine che devono pur sfruttare gli spazi per vivere. A Milano, per esempio, molti impianti hanno chiuso o sono in ristrutturazione, quindi c’è un'alta richiesta di spazi. Magari un giorno andremo insieme a Thomas a fare un corso di aquagym”.
volley e biathlon
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Particolarmente interessata alla filosofia dei premi, Carlotta Cambi, alzatrice dell’Agil Novara, campionessa olimpica e mondiale con la Nazionale femminile di volley: “Sono laureata pedagogia della marginalità e della disabilità , quindi è un tema che mi sta molto a cuore. Spero sempre che potrà esserci sempre una maggiore inclusione tra questi due mondi. Perché poi alla fine quali sarebbero le differenze? Pratichiamo tutte e tutti gli stessi sport. Sono un giorno un’Olimpiade che possa unire i due mondi, non dividerli. Difficile? Vero, ma sarebbe bellissimo”. Alcune iniziative potrebbero però essere più semplici da realizzare: “Magari evitare di fare due cerimonie diverse”, dice Cambi. Anche lei, come Barlaam, dopo aver visto le Paralimpiadi di Milano-Cortina ha preso ispirazione da uno sport in particolare: “Proverei il biathlon, è una cosa diversa dalle altre e a me piace sperimentare”.









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