Italia d'assalto, Pio Esposito è al top: Gattuso ha l'arma in più

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Kean-Retegui sono i titolari, ma l’interista è al top e il ct è deciso a lanciarlo contro l’Irlanda del Nord

24 marzo - 09:17 - FIRENZE

Non è un’occasione che bussa alla porta, semmai è il detonatore che può buttarla giù. Pio Esposito si riaffaccia alla casa della Nazionale con modi gentili ed eloquio garbato ma anche con le vigorose credenziali di un attaccante impossibile da ignorare: due gol nelle ultime due partite con l’Inter, l’ultimo dei quali domenica sera a pochi chilometri dal centro tecnico di Coverciano, uniti ai 3 nelle 5 presenze in azzurro distribuiti diligentemente durante l’autunno, rappresentano una tentazione della quale Gattuso vuole tenere conto già in vista della semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord (qui il nostro focus sull'Irlanda del Nord). Nella teoria la coppia titolare è composta da Kean e Retegui, che nella nuova gestione ha prodotto 9 reti durante il girone mondiale meritando rispetto e insistenza. Nella pratica il commissario tecnico è rimasto incantato dai progressi del giovanotto della compagnia, soprattutto nella continuità di rendimento dentro alla partita, e sarebbe felice di trovargli un posto in squadra: giovedì a Bergamo, dove in campionato aveva scippato un pallone mandando in rete Lautaro, Pio giocherà. Forse non dall’inizio ma giocherà.

lo screening

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  Le gerarchie reclamano considerazione, in un gruppo solido e coeso che peraltro ha riservato un’accoglienza calorosa all’ultimo arrivato: bastava vedere il rosario di complimenti che ha riempito di gioia Esposito tra i corridoi di Coverciano. Però l’attualità è urgenza di risultati che impone scelte coraggiose. E così tra oggi e domani i probabili titolari dovranno impegnarsi molto per respingere le genuine di pretese di un concorrente credibile. Kean ha già perso il confronto diretto allo stadio Franchi, durante Fiorentina-Inter, perché a differenza del centravanti avversario ha sbagliato un gol che nei tempi migliori non avrebbe mai fallito. È appena rientrato da un infortunio e non sembra ancora in condizioni scintillanti. Retegui invece, ieri pimpante e allegro durante la sgambata pomeridiana, ha una piccola incognita da cancellare: ha giocato l’ultima volta il 13 marzo, per poi lasciare l’Arabia Saudita e raggiungere in largo anticipo Firenze. Per una settimana si è allenato da solo, o meglio in compagnia di un preparatore della Figc, senza poter mai provare un contrasto, un colpo di testa, un tiro in porta. Il quarto attaccante infine, Scamacca, è infortunato e quasi certamente non sarà disponibile nel giardino più familiare ai giocatori dell’Atalanta: nelle prossime ore con il ct Gattuso e con lo staff medico deciderà se restare in gruppo per l’eventuale finale. 

l'ascesa

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Ecco perché Esposito, che ieri pomeriggio a Coverciano si è rilassato con i compagni dell’Inter e ha assistito all’allenamento a bordo campo, spera davvero di ricominciare dal punto in cui si era fermato: il 16 novembre scorso, nella mortificante serata di San Siro contro la Norvegia, è stato l’unico italiano a renderci orgogliosi, oltre che l’ultimo ad aver segnato un gol con la maglia azzurra. In quel caso giocò titolare affiancando Retegui, attirando per la prima volta l’attenzione dei club di Premier League, cioè l’Arsenal e il Newcastle. Pensate: se dovesse ripetersi anche solo una volta entro il 28 giugno, salirebbe sul podio dei fuoriclasse insieme con Giuseppe Meazza e Gianni Rivera, gli unici della storia capaci di superare quota 3 reti in Nazionale prima del compimento dei 21 anni; e se inquadrerà lo schermo contro l’Irlanda del Nord diventerà il primo in assoluto a riuscirci per tre partite consecutive, sempre nella soglia Under 21. Se vale la percezione generale, Pio è un kit di pronto soccorso realizzativo al quale attingere in caso di necessità: agitare prima dell’uso. Se valgono le impressioni soggettive, lui qualcosa di positivo dentro di sé avverte ricordando la parata di De Gea che domenica gli ha negato a tempo scaduto la prima doppietta in Serie A e il gol che avrebbe forse consegnato lo scudetto all’Inter. "Sono un po’ dispiaciuto – ha raccontato Esposito nelle interviste – perché forse avrei potuto calciare meglio. Adesso non riesco a proiettarmi troppo lontano con l’immaginazione ma magari il pallone buono entrerà giovedì...". Il sogno mondiale passa anche attraverso la corsa sfrenata di un ragazzone dagli occhi dolci che nel 2006, quando Gattuso portava a spasso la Coppa, aveva appena imparato a camminare.

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