Il passaggio nel 2025 dalla
decontribuzione parziale per i lavoratori dipendenti alle nuove
misure fiscali (bonus fiscale e ulteriore detrazione) ha
determinato in media, un incremento di 95 euro annui dei redditi
di quasi 13,4 milioni di famiglie. Ma questo è il risultato di
un aumento dei redditi per 6,3 milioni di famiglie con una media
di 365 euro in più e una riduzione per 7,1 milioni con 145 euro
in meno.
Con la legge di bilancio per il 2025 è stata prevista una
somma esente (il bonus fiscale) destinata ai lavoratori
dipendenti con reddito complessivo inferiore a 20mila euro il
cui importo è pari a una quota del reddito da lavoro dipendente
e una somma destinata ai lavoratori dipendenti con reddito
complessivo compreso tra 20 e 40mila euro che prende la forma di
una detrazione fiscale. Entrambi i benefici sono riconosciuti in
via automatica dal datore di lavoro. Sempre sul fronte del
sostegno ai redditi dei lavoratori dipendenti, nel 2025 non è
stato replicato il bonus Natale, una somma di 100 euro una
tantum destinata ai lavoratori con un reddito complessivo
inferiore a 28mila euro.
Sia le famiglie con impatti positivi sia quelle con impatti
negativi ricadono prevalentemente nei quinti centrali della
distribuzione, nei quali si trova la quota maggiore di famiglie
con lavoratori dipendenti.
Le famiglie che migliorano sensibilmente il proprio reddito
sono nuclei in cui vivono lavoratori dipendenti (2,7 milioni di
individui distribuiti in 2,6 milioni di famiglie) che risultano
avere una retribuzione imponibile superiore alla soglia per
godere dell'esonero contributivo in vigore nel 2024 ma che
presentano un reddito complessivo a fini fiscali inferiore alla
soglia di 40mila euro prevista per l'accesso alle misure
fiscali. Pertanto il cambiamento della natura del sostegno al
reddito determina per queste famiglie il passaggio da un
beneficio nullo a uno positivo, massimizzando così il guadagno
(in media 622 euro su base annua).
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