L'ex ferrarista fa le carte al Mondiale: "Tra Kimi e George la posta in palio è troppo alta. La Ferrari? Penso che almeno una vittoria arriverà. Hamilton rinato? Non so, a Suzuka Leclerc lo ha surclassato. Max vuole andar via? Per lui è dura ritrovarsi a metà classifica..."
C’ è un aspetto che accomuna Eddie Irvine e Andrea Kimi Antonelli: entrambi sanno sorprendere. Nessuno avrebbe pensato che il britannico sarebbe passato alla Ferrari nel 1996 o che avrebbe lottato per il titolo nel 1999. Allo stesso modo, la scelta della Mercedes di puntare sul debuttante italiano ha stupito. Antonelli, però, ha spazzato via i dubbi in pochissimo tempo, conquistando tre podi nel 2025 e due successi consecutivi quest’anno.
Irvine, pensa che Antonelli possa vincere il Mondiale?
"Ho sentito parlare per la prima volta di lui da Luca Baldisserri, che è stato il mio ingegnere di pista alla Ferrari. Me lo ha descritto come un talento straordinario dopo averlo visto nelle serie minori. E devo ammettere che aveva ragione. Era tanto tempo che l’Italia non aveva un pilota di questo calibro. Kimi è un vero contendente per il titolo, ma è ancora presto per sbilanciarsi su come si concluderà la stagione".
In passato i duelli per il titolo hanno causato degli incidenti tra compagni di squadra. La storia potrebbe ripetersi con Antonelli e Russell?
"Ne sono sicuro al cento per cento. La posta in palio è troppo alta e i piloti hanno prestazioni simili. Quindi, Toto Wolff non può intervenire con ordini di scuderia. Lui ha vissuto situazioni molto tese, quando Lewis Hamilton ha lottato con Nico Rosberg e poi con Max Verstappen. In quest’ultima occasione c’è stato un brutto incidente a Silverstone. Penso che il sette volte iridato, che è uno dei piloti più puliti della storia, fosse frustrato perché l’olandese si comportava da bullo".
La Ferrari potrebbe inserirsi nella battaglia per il Mondiale?
"Per la rossa è sempre molto complicato. Il problema è la distanza dall’universo della F.1, che è il Regno Unito. Rispetto allo scorso anno, però, credo che possa ottenere almeno un successo".
Hamilton si è ritrovato?
"Non lo darei per scontato. In Cina è salito per la prima volta sul podio con la Ferrari, ma quello è il suo circuito. In Giappone, invece, è stato surclassato da Charles Leclerc per tutto il weekend".
La F.1 ha vissuto una delle rivoluzioni più importanti della sua storia. Che idea si è fatto sul nuovo regolamento?
"Non mi piace per niente. Devono sicuramente apportare dei cambiamenti, non è possibile che tutto si riduca a quanto sia carica la batteria. Io adoro le auto elettriche, ne ho quattro, però non ha senso cercare di rendere la massima serie ecologica. E queste monoposto sono pericolose".
Si riferisce all’incidente di Oliver Bearman in Giappone?
"Sì, andava molto più veloce di Franco Colapinto e ha dovuto evitarlo. Mi ha ricordato l’episodio costato la vita a Hitoshi Ogawa nella F.3000 giapponese. Fortunatamente questa volta le macchine non si sono toccate".
Anche Verstappen è stato molto critico. Pensa che potrebbe davvero ritirarsi?
"La F.1 non ha bisogno di Max, ci sono un sacco di piloti talentuosi. Per lui è dura ritrovarsi a metà classifica, ma se pensa al suo stipendio ci sono oltre 50 milioni di buoni motivi per restare".










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