I casi di Bastoni, Dumfries e Frattesi sono solo gli ultimi della lista: il malcontento interista risale al finale dello scorso campionato
Se la tensione cresce, come un lievito di dimensioni incontrollate, è perché viene da lontano. L’Inter si è infuriata per l’arbitraggio di Manganiello - e per l’assenso implicito del Var Gariglio - non solo perché teme di erodere l’enorme vantaggio accumulato in classifica prima del derby, ma anche perché percepisce improvvisamente un senso di ingiustizia reiterata. Nell’ultimo anno, diversi episodi hanno spinto Beppe Marotta a riflettere. Il caso Bastoni poi, favorendo clamorosamente l’Inter nella grande sfida contro la Juventus, ha alimentato per paradosso il malcontento. Ora quella simulazione, nonostante l’ammissione, viene percepita come un boomerang: gli arbitri sarebbero condizionati, in modo inconscio ovviamente, per non dare vantaggi alla capolista. Questo il presidente ha fatto notare alla squadra arbitrale sabato, negli spogliatoi di San Siro, generando un confronto che proseguirà nelle sedi istituzionali nei prossimi giorni.
DOPPIO BINARIO
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Sul gol dell’Atalanta, costato l’espulsione di Chivu per proteste e un nervosismo non funzionale al raggiungimento del risultato, l’Inter si fida di Dumfries che assicura di essere stato toccato gamba contro gamba da Sulemana. Ma se le immagini non garantiscono “il chiaro ed evidente errore” che imporrebbe la revisione, l’Inter non si capacita della ragione che ha spinto Gariglio a non correggere Manganiello sull’intervento in area di Scalvini su Frattesi. Qui in effetti le riprese televisive mostrano il classico calcetto che da protocollo stimola la chiamata del Var e quindi provoca un rigore.
precedenti
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La società sabato non si è lamentata pubblicamente, come invece aveva fatto a Napoli a ottobre attraverso Marotta stuzzicando l’ira di Antonio Conte. Ha anzi imposto il silenzio stampa ai suoi tesserati. Al Maradona invece l’Inter protestava per il rigore (che non c’era) concesso dall’arbitro Mariani nel primo tempo per un contatto tra Di Lorenzo e Mkhitaryan. “Vogliamo capire come funziona il Var, perché ogni volta si cambia linea” disse Marotta. Del resto anche nel finale della scorsa stagione alcuni episodi, a conti fatti decisivi nella volata scudetto, non erano stati digeriti: il fallo di N’Dicka su Bisseck in Inter-Roma, che tolse l’occasione di guadagnare un punto molto importante, e quello dello stesso Bisseck (di mano) alla penultima giornata contro la Lazio, che offrì a Pedro la strada più diretta entrare per sempre nel cuore dei napoletani.








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