Inter, tutto su Palestra: pronta una maxi offerta, l'Atalanta non chiude la porta. La trattativa

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Presto un confronto tra i dirigenti. Il feeling dell'esterno con gli altri azzurri di Chivu, che ha dato l'ok

Filippo Conticello

Giornalista

31 maggio - 08:38 - MILANO

A Coverciano, non il luogo più felice della Terra in questi giorni che precedono il Mondiale, c’erano due ragazzi della Gen Z col sorrisone di chi si è appena dato un appuntamento per la festa dell’estate: Pio e Marco, oggi insieme in Nazionale, domani chissà compagni pure all’Inter. Pio Esposito è nato tre mesi dopo Marco Palestra, a differenza del coetaneo non è ancora arrivato a 21 (compleanno il 28 giugno), ma sta facendo la parte del consigliere navigato: lui che ha toccato prima la Nazionale e che, soprattutto, prima ha piantato le tende ad Appiano, ha potuto raccontare di quanto bene si stia nell’Inter scudettata. Che Chivu voglia, anzi brami, l’esterno classe 2005 lo sanno tutti, ma che lo vogliano con uguale intensità anche gli altri nazionali interisti è meno noto. Esposito jr è solo l’ultimo a esibire un feeling crescente con il collega, appena tornato all’Atalanta dopo un anno ruggente al Cagliari. 

Nello spogliatoio di Appiano il comitato di accoglienza per Palestra è da tempo pronto a costituirsi: esiste, infatti, un sentimento comune anche agli altri azzurri, lo si respirava qualche settimana fa quando proprio Coverciano era abitato anche da Bastoni, Barella e Dimarco prima del playoff. Ma non è questa attività di public relation dietro le quinte a dare fiducia ai nerazzurri, piuttosto la nuova postura della Dea. Stavolta non c’è alcuna chiusura dell’Atalanta alla trattativa con l’Inter, società considerata amica. Insomma, quello di Bergamo sarà pure un atelier carissimo e con regole rigide sul mercato, ma un anno dopo il caso Lookman davanti all’Inter non ci sarà alcuna barricata. 

dettagli

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Non significa che si faranno sconti, ma si può discutere secondo la legge della domanda e dell’offerta, anche perché la Dea considera Palestra il pezzo pregiato da vendere, come ogni estate. Presto il tema verrà approfondito in un primo incontro tra dirigenti: di qui l’area sportiva interista, che lavora come un incudine da anni con la supervisione del presidente Marotta e il ds Ausilio in prima linea; di là la nuovissima struttura atalantina, appena insediata attorno al ds Giuntoli. È comunque già pervenuto a Milano il no rotondo dei bergamaschi a Davide Frattesi: non sarà il centrocampista, che pure piace a Sarri, la pedina per abbassare un prezzo, che non è stato ancora nemmeno fissato. In ogni caso, la valutazione del laterale rampante balla già tra i 40 e i 50 milioni, una cifra che di questi tempi orienterebbe in partenza un’intera campagna trasferimenti. L’Inter è, comunque, consapevole che servirà un assegno più robusto di quelli staccati nelle ultime stagioni e Oaktree ha ormai aperto all’idea di sparare immediatamente un unico grosso colpo di cannone. Ad esempio, l’anno scorso vennero acquistati sia Luis Henrique che Diouf, spendendo per ognuno 25 milioni: adesso, invece, una cifra vicina alla somma potrebbe essere indirizzata su un solo giocatore. L’obiettivo più alto, almeno al momento, è proprio Palestra, per richiesta precisa di Chivu: è sull’azzurro che si può dirottare il budget, a maggior ragione vista l’incertezza sulla clausola di uscita di Dumfries, da 25 milioni fino a metà luglio, e la possibilità di fare cassa anche con la cessione di un altro laterale come LH. Ad Appiano, poi, Palestra non troverebbe solo un tecnico, ma anche connazionali entusiasti. Sono gli stessi che dopo l’ultimo Inter-Cagliari gli facevano battutine interessate: in questa epoca le missioni del calciomercato passano pure da questi dettagli.

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