Dal 1° giugno 2026 il nuovo meccanismo di rimborso dei pedaggi autostradali introduce un importante strumento di tutela per i casi di blocco totale della circolazione. Tutti i dettagli
Armando Bavaro
31 maggio - 09:17 - MILANO
Importanti novità sono previsti per chi viaggia in autostrada e deve fare i conti quasi quotidianamente con rallentamenti e code. A partire dalla giornata di lunedì 1 giugno 2026 entra ufficialmente in vigore il nuovo meccanismo di rimborso dei pedaggi autostradali introdotto dalla delibera 211/2025 dell'Autorità di regolazione dei trasporti. Il rimborso è dovuto in caso di disagi dovuti alla presenza di cantieri e in caso di blocco del traffico dovuto a cause diverse (es. incidenti, fenomeni meteo). Si tratta di una novità tanto attesa che sancisce un cambio di paradigma fondamentale, che introduce il principio secondo cui l'utente della rete autostradale ha diritto a un rimborso economico diretto da parte del concessionario qualora la rete non riesca a garantire i livelli minimi di fluidità del traffico. L'efficacia della norma deve tuttavia fare i conti con evidenti limiti tecnici e strutturali della rete italiana. Fino a dicembre 2026, infatti, i rimborsi legati ai cantieri saranno applicabili esclusivamente per i tragitti interamente gestiti da un singolo concessionario. Inoltre questo nuovo meccanismo potrebbe portare di riflesso ad un aumento delle tariffe da parte dei gestori, per recuperare il costo dei rimborsi stessi. Ciò che rimane è l'obbligo, da parte di tutti i gestori, di informare preventivamente gli automobilisti dei lavori programmati sulle rispettive tratte e garantire l'accesso alle informazioni sui disagi attesi.
il sistema di rimborso
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La misura introduce una tutela immediata per i casi di blocco totale della circolazione, strutturata su un sistema di indennizzo progressivo. Chi rimarrà bloccato per un tempo compreso tra un'ora e due ore avrà diritto a un rimborso pari al 50% del pedaggio. La quota salirà al 75% per le attese che superano le due ore, fino a raggiungere la restituzione totale dell'importo se la circolazione sarà bloccata dal traffico per oltre tre ore. Restano tuttavia da chiarire gli aspetti legati alla certificazione oggettiva dei tempi di blocco e all'attribuzione certa delle responsabilità della società che gestisce il tratto autostradale in oggetto. Per quanto riguarda i ritardi generati dalla presenza di cantieri stradali, il sistema si presenta più articolato ed è calcolato combinando la lunghezza del percorso con i minuti effettivi di ritardo accumulati a causa dei lavori lungo il tragitto. Sulle tratte brevi, inferiori ai 30 chilometri, il ristoro verrà riconosciuto a prescindere dal tempo perso. Per i viaggi di lunghezza compresa tra i 30 e i 50 chilometri la soglia minima per accedere all’indennizzo è fissata a 10 minuti di ritardo, mentre per i percorsi superiori ai 50 chilometri saranno necessari almeno 15 minuti di scostamento. L'ammontare effettivo del rimborso non sarà fisso, ma regolato da coefficienti specifici dell'Autorità che valutano l'impatto dei cantieri sulla circolazione. Il rimborso non potrà essere invece richiesto se sul percorso è già prevista una riduzione generalizzata del pedaggio, nel caso di cantieri mobili e di interventi d'emergenza dovuti a incidenti o eventi meteo straordinari. Sono inoltre esclusi i rimborsi inferiori ai 10 centesimi, con accrediti erogati solo al raggiungimento di un euro complessivo. L'entità dei rimborsi viene calcolata sulla base dei coefficienti stabiliti dall'Autorità.
modalità di rimborso
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Una volta raggiunta la piena operatività, il sistema prevede l'adozione di una app che raccoglierà tutti gli operatori della rete autostradale italiana e renderà automatico il risarcimento. Effettuata la richiesta, l'indennizzo sarà comunicato entro dieci giorni dal viaggio e accumulato come credito elettronico nel proprio "borsellino", secondo il modello di cashback già adottato dai principali operatori. Al momento però questa piattaforma comune non è ancora completata e predisposta, quindi ogni concessionario è obbligato a garantire canali alternativi per le richieste di rimborso: un numero verde dedicato, un portale web specifico o un'apposita sezione del sito con modulo da compilare online, sportelli fisici o punti di assistenza. Una volta ricevuta la domanda di rimborso, che deve arrivare il prima possibile, il gestore ha 20 giorni di tempo per comunicare l’esito: un accoglimento con l'indicazione della cifra da erogare o un rigetto che dovrà essere tassativamente motivato. Per il telepedaggio o i pagamenti con carte elettroniche, l'importo sarà riaccreditato entro cinque giorni, mentre per chi paga in contanti il rimborso avverrà tramite bonifico entro dieci giorni dal riconoscimento.
esclusioni
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La delibera prevede alcuni casi in cui il non si ha diritto al rimborso. I casi sono:
- non sono dovuti rimborsi di importo inferiore a 10 centesimi di euro (i rimborsi sopra i 10 centesimi vengono accreditati ed erogati a partire dalla somma di 1 euro);
- se per il percorso è già prevista una riduzione generalizzata del pedaggio;
- nel caso di cantieri emergenziali (ossia, i cantieri installati a seguito di incidenti, eventi meteo o idrogeologici di carattere straordinario e imprevedibile, attività di soccorso e connessi ripristini);
- in un primo periodo di applicazione delle misure, saranno esclusi dal meccanismo di rimborso anche i cantieri mobili.









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