Inter-Solet, un amore che parte da lontano. Perché Marotta ci vede il futuro

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Il centrale francese è stato protagonista della sfida di San Siro, ma i nerazzurri non lo seguono certo da ieri. Chi è, come gioca e perché può essere l'uomo giusto per Inzaghi

Gregorio Spigno

31 marzo - 16:16 - MILANO

Sembrava che il prato di San Siro fosse il giardino di casa sua. Alla vigilia si poteva pensare che Oumar Solet, ben consapevole di avere tanti occhi nerazzurri addosso, potesse patire un po' di agitazione, di quell'ansia da prestazione che spesso induce in errori quantomeno evitabili. Invece no. Il centrale dell'Udinese ha sfruttato la vetrina Meazza, regalato una prestazione mostruosa, riaperto la partita con un gol pazzesco e sfiorato addirittura la doppietta che avrebbe portato ad un pareggio per certi versi assurdo. 

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