Inter, riecco Lautaro: domani in gruppo, poi a disposizione per la sfida scudetto al Parma

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Il Toro giocherà uno spezzone di partita contro la squadra di Cuesta per godersi la festa e tornare titolare in finale di Coppa Italia contro la Lazio

Roberto Maida

Giornalista

28 aprile - 08:14 - MILANO

Voleva partecipare al party senza arrivare in ritardo. Il destino lo ha accontentato: Lautaro Martinez tornerà in tempo per la festa-scudetto, che quasi sicuramente verrà celebrata domenica a San Siro a margine della partita contro il Parma. L’Inter potrebbe essere sicura del 21° scudetto anche prima di entrare in campo. Ma a prescindere dalle variabili esogene, l’occasione di una degna celebrazione coincide con un gala a San Siro per la prima volta dal 1989: all’epoca la cosiddetta Inter dei record, allenata dal pluridecorato Giovanni Trapattoni, si tolse lo sfizio di vincere lo scudetto nello scontro diretto contro il Napoli (2-1) meritando la sfilata tricolore con quattro giornate d’anticipo.

la spinta

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Il capocannoniere di quella squadra era Aldo Serena, autore di 22 gol quando il format della Serie A prevedeva ancora l’iscrizione di 18 club. Stavolta invece il miglior realizzatore è Lautaro, arrivato a quota 16 nonostante 8 partite saltate per infortunio negli ultimi due mesi e mezzo. È in testa alla classifica dei marcatori praticamente senza rivali perché i più vicini, cioè il compagno Thuram e la coppia Douvikas-Nico Paz del Como, inseguono il fuggitivo a 12 reti. Rispetto allo scorso anno, Lautaro ha segnato 4 gol in più pur avendo giocato 5 partite in meno. E già questo elemento, di per sé, racchiude i sintomi di un’importanza decisiva nelle sorti dell’Inter. Per fortuna di Chivu, che a differenza del Trap è alla prima esperienza completa da allenatore professionista, nel momento di panico generato dal secondo infortunio al polpaccio del capitano si è svegliato Thuram, capace di fornirgli un contributo da 5 gol e 2 assist nelle ultime 4 giornate.

cronoprogramma

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Adesso però tocca a Lautaro, che ha fissato in testa un obiettivo ambizioso: diventare il secondo centravanti dell’Inter dopo Diego Milito, anche lui argentino, a completare l’accoppiata scudetto-Coppa Italia, riuscita solo ai giganti del Triplete di Mourinho. Il terzo campionato, con il terzo allenatore diverso, è ormai una formalità da sbrigare nel weekend, con la leggerezza di chi deve apporre soltanto l’ultima firma dal notaio prima di ricevere le chiavi del paradiso. Per il secondo trofeo stagionale invece l’Inter dovrà faticare di più, battendo la Lazio nella finale che da regolamento si gioca...in trasferta, cioè all’Olimpico di Roma. Lautaro conta di arrivare al top proprio il 13 maggio, quindi tra 15 giorni, scaldando i motori nelle prossime due partite di campionato: Chivu gli riserverà uno spezzone contro il Parma - vedremo se dall’inizio o se nel secondo tempo - poi altri minuti di rodaggio il 9 maggio, ancora all’Olimpico e ancora contro la Lazio. Non si possono correre rischi ma nemmeno si può rinunciare a un campione che è clinicamente guarito.

gradualità

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Lautaro lo sa ed è ben felice di indossare la tutina da lavoro per chiudere in bellezza, o addirittura in trionfo la stagione. Domani, alla ripresa degli allenamenti alla Pinetina, dovrebbe lavorare regolarmente insieme ai compagni, intensificando i carichi giorno dopo giorno. In altri tempi, se la sua presenza fosse stata fondamentale per un risultato immediato, sarebbe stato disponibile anche a Torino. Invece è rimasto in panchina a tifare insieme agli 8.000 che si erano sistemati sulle tribune per accompagnare un’altra tappa del tour scudettato: il coro “La capolista se ne va” alla fine si è trasformato nel più classico “Vinceremo il tricolor” con tutti i giocatori ad applaudire sotto al settore ospiti.

l'attesa

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Secondo i piani, Lautaro chiuderà la sua stagione agonistica proprio in coincidenza con la finale di Coppa Italia. Nelle successive due giornate di campionato, contro Verona e Bologna che potrebbero non avere alcun obiettivo di classifica, Chivu dovrebbe concedere a lui e a buona parte dei nazionali impegnati al Mondiale un po’ di riposo strategico. Un premio di riconoscenza per i Campioni.

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