Giorgio Schenone, club referee
manager dell'Inter, viene ascoltato ora, come testimone non
indagato, in Procura a Milano dal pm Maurizio Ascione
nell'inchiesta sul sistema arbitrale, che vede cinque indagati,
al momento, tra cui l'ormai ex designatore arbitrale Gianluca
Rocchi accusato di concorso in frode sportiva.
L'ipotesi su cui sta lavorando la Procura, nell'inchiesta
della Gdf, è che all'ormai noto incontro "presso lo stadio San
Siro" del 2 aprile 2025 per una presunta "combine" su due
designazioni arbitrali, contestate a Rocchi, avrebbe preso parte
anche Schenone.
A Rocchi, in particolare, nel filone sulle designazioni
pilotate, viene imputato di avere, "in concorso con altre
persone", combinato o "schermato", a San Siro durante l'andata
della semifinale di Coppa Italia Milan-Inter, la "designazione
del direttore di gara" Daniele Doveri, mettendolo a dirigere la
semifinale di ritorno per "assicurare" che lo stesso Doveri,
"poco gradito" all'Inter, non arbitrasse l'eventuale finale e il
resto delle partite di campionato dei nerazzurri della scorsa
stagione. Sempre al Meazza si sarebbe deciso che il "gradito"
Andrea Colombo arbitrasse Bologna-Inter del 20 aprile dello
scorso anno.
Agli atti, come si era saputo, tra le intercettazioni ce n'è
una, sempre dell'aprile 2025, tra Rocchi e Andrea Gervasoni,
supervisore Var autosospeso e indagato, su sospette pressioni e
sul presunto incontro allo stadio per la "combine", in cui si
faceva riferimento a tale "Giorgio". Ricostruendo con
intercettazioni e testimonianze i contatti di Rocchi, gli
inquirenti lavorano all'ipotesi che all'incontro potrebbe aver
preso parte anche Schenone.
Oggi in Procura saranno sentiti come testi non indagati anche
Dino Tommasi, nominato da poco designatore arbitrale proprio
dopo l'autosospensione, il 25 aprile, di Rocchi, e Antonio
Zappi, ex presidente dell'Associazione italiana arbitri di
recente squalificato per 13 mesi.
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