Regalati a maggio, restituiti d'inverno: Dzeko, Bailey, Carboni e i 40 fiori di De André

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 Rolf Vennenbernd/dpa (Photo by ROLF VENNENBERND / dpa Picture-Alliance via AFP)

a modo mio

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Nomi stampati e cancellati in fretta dalle maglie. Sono circa quaranta (non è semplice rintracciare tutti i passaggi, a volte sono sponde fra prestiti) i giocatori volanti di questa mezza stagione, passati da tre squadre in sei mesi, spesso senza vedere il campo, come turisti di spogliatoi

Marco Bucciantini

4 febbraio - 14:36 - MILANO

Passati, come nuvole spostate dal vento. Come i fiori regalati a maggio e restituiti in novembre di quella canzone di De André (Verranno a chiederti del nostro amore): i calciatori semestrali sono ormai una compagnia di giro portati qui da chissà quale necessità e di nuovo in circolo, spesso senza neanche aver giocato dieci minuti. Il mercato era il luogo del culto dei sogni: oggi è il tempio sconsacrato per il commercio di provvigioni, percentuali, il lavacro dei bilanci guastati, il vorrei ma non posso e comunque devo tentare, sennò a cosa servono questi 3 mesi l’anno di calciomercato? Nel grande boh di molte cose attorno a questo sport malato ma immortale, quando in anticipo sul tuo stupore / verranno a chiederti del centravanti, che fine abbia fatto, era qui un momento fa: senza riguardo neanche per cotanto passato, come Edin Dzeko che annoiato dal campionato turco ha provato a riportare i suoi 450 gol in Italia, dove fu magnifico e cannoniere, per mostrare invece solo un’insolente vecchiaia agonistica, un virato seppia della sua grandezza, oltretutto invischiato nel peggior girone di andata della storia della Fiorentina, per andarsene alla chetichella a giocare il girone di ritorno allo Schalke 04, nella seconda divisione tedesca (dove peraltro ha segnato all’esordio). Per altri bisogna aprire google maps, come per una gloria nazionale, non certo uno sconosciuto ma il capitano della Nazionale rumena, il centrocampista di pregio e d’attacco, Nicolae Stanciu. 

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