Il Senato ha approvato la fiducia posta dal governo sul dl Transizione 5.0. I sì sono stati 88, i no 58, gli astenuti 1. Il decreto passa ora alla Camera.
Nel testo approdato stamani in Aula c'è anche la modifica della norma sul golden power sul settore finanziario compreso quello creditizio e assicurativo. Infatti nella seduta conclusasi ieri in tarda serata della commissione Ambiente, è stato approvato l'emendamento del governo sul golden power, che verrebbe incontro ai rilievi dell'Ue. Lo ha detto in aula il relatore al provvedimento Etelwardo Sigismondi, senatore di Fratelli d'Italia, illustrando il testo.
"Ambizioso nel titolo, lo è molto meno nei contenuti e, soprattutto, nella capacità di incidere davvero sulle trasformazioni profonde di cui l'Italia ha bisogno" ha detto in dichiarazione di voto il senatore e tesoriere nazionale del Pd Michele Fina.
Secondo il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto, intervenuto durante la discussione generale, il decreto "sancisce il fallimento della politica economica del governo. Serve solo a risolvere i problemi che il disastroso ministro Urso ha creato. Transizione 5.0 è un fiasco clamoroso. Una operazione scritta in modo sciatto, dilettantistico, che ha provocato enormi problemi burocratici alle imprese. Sarebbe bastato copiare Industria 4.0 del governo Renzi".
"Evidente che siamo nel pieno di un caos amministrativo e finanziario che ha deluso le imprese e affossato il settore", ha spiegato in Aula la senatrice M5S Gisella Naturale. "Il passaggio da Transizione 4.0 a 5.0 - ha proseguito - è stato fatto in maniera disastrosa. Prima che sia troppo tardi bisogna ritornare al piano precedente come pensato dal governo Conte. Il ministro Urso va fermato. È indispensabile un intervento immediato per gli investimenti già avviati".
"Questo governo non è sordo alle istanze del territorio, magari lo erano i governi del passato che, accecati da derive ideologiche, non ascoltavano le giuste richieste dei nostri territori. Il decreto in questione - ha detto il senatore Sigismondi, difendendo il decreto - è particolarmente importante, sostiene le imprese che investono in processi produttivi che garantiscono risparmio energetico, dà certezze sulle aree idonee, che investe sulle rinnovabili e che, soprattutto, prevede importanti semplificazioni per abbattere la burocrazia e investire sul rispetto dell'ambiente".
"Il provvedimento oggi in discussione mette in campo alcune norme importanti sulla transizione 5.0 e delinea una chiara visione delle risorse portate avanti da questo Governo" ha dichiarato il senatore di Fratelli d'Italia Andrea De Priamo durante la discussione. "In questo modo si sblocca la burocrazia sulle rinnovabili e sulla decarbonizzazione e si introduce un credito d'imposta per le imprese per i nuovi investimenti. Non solo, il provvedimento si basa fortemente sull'efficientamento energetico e sulla sostenibilità recependo le osservazioni della Comunità Europea sulle aree idonee, con un inquadramento complessivo in modo dettagliato degli impianti agrivoltaici per lavorare sulle rinnovabili nel rispetto del nostro territorio e della nostra agricoltura" ha continuato De Priamo.
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