La conferenza stampa di fine anno della presidente del Consiglio Meloni

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 "Ringrazio il presidente dell'Ordine dei giornalisti Bartoli, il presidente Signore della Stampa parlamentare per avere organizzato questa conferenza stampa che oramai è diventata di inizio anno, abbiamo insieme dato vita a una tradizione nuova". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aprendo quella che era la tradizionale conferenza stampa di fine anno. 

 "Sono contenta - ha affermato icordando i giornalisti morti nelle zone di guerra - che si apprezzi il governo e l'impegno che abbiamo preso tra l'altro proprio in questa sede per garantire agli operatori dell'informazione inviati in zone sensibili di svolgere il loro lavoro nelle miglior condizioni, il presidente Bartoli cita numeri che colpiscono ognuno di noi, colgo l'occasione per rinnovare la solidarietà e il ringraziamento a quei colleghi che ci consentono di arrivare dove i nostri occhi non possono arrivare".

"La libertà di stampa è il presupposto fondamentale dello stato di salute di qualsiasi democrazia" e va difesa, ha detto Meloni. La premier ha ricordato tutti i cronisti che lavorano "non solo in zone di guerra ma in tutti i territori oltraggiati dalla criminalità. Molti di loro nella storia recente hanno perso la vita. Bisogna rendere omaggio alla loro memoria. Sono contenta - ha aggiunto - del primo via libera alla pdl che istituisce una giornata in memoria dei giornalisti uccisi" che "ora è in discussione al Senato". 

Dal blitz di Donald Trump in Venezuela alla sorte di Alberto Trentini, dagli sviluppi dei negoziati per risolvere la crisi ucraina alla legge elettorale, dal Mercosur al referendum sulla giustizia, passando per i temi economici: sono alcuni dei temi attesi nel corso della conferenza stampa organizzata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti in collaborazione con l'Associazione della stampa parlamentare.

La premier si è preparata ad affrontare 40 domande (l'anno scorso rispose per due ore e mezza).

Il 2026 si preannuncia decisivo per Meloni, a caccia del record di longevità per il suo governo e dello sprint per il bis a Palazzo Chigi. Destreggiandosi tra crisi internazionali e fibrillazioni interne alla sua maggioranza. 

 

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