Il Galatasaray non fa prigionieri: "Calhanoglu sarà nostro. Juve, ecco come ti battiamo"

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Abdullah Kavukcu, vicepresidente del club turco e uomo-mercato ha grandi obiettivi: "Entro cinque anni vogliamo essere tra i migliori del mondo"

Francesco Calvi

Giornalista

25 febbraio 2026 (modifica alle 11:26) - MILANO

Abdullah Kavukcu scruta l’orizzonte dalla cima della Torre di Galata. Nel Trecento i genovesi la costruirono per garantirsi una vista strategica su Istanbul. Oggi è diventata il simbolo di un Galatasaray che, abituato a guardare tutti dall’alto in Turchia, ha deciso di sognare in grande concentrandosi sull’Europa. Kavukcu, uomo d’affari e vicepresidente del club, da un paio di anni viene paparazzato a Milano ogni volta che il Galatasaray mette nel mirino un calciatore della Serie A. Da Osimhen e Calhanoglu fino a Lang e Frattesi, quando c’è da trattare e stringere mani il Gala si affida a lui. “Il 5-2 contro la Juventus non è frutto del caso. Vogliamo alzare l’asticella, siamo solo all’inizio del nostro progetto”, dice Kavukcu. Entro cinque anni il Galatasaray vuole essere considerato un top club, capace di giocarsela alla pari anche con Real Madrid e Psg.

Il Galatasaray arriva a Torino con tre gol di vantaggio. L’avrebbe mai detto?

“Sono consapevole della nostra forza, ma la Juve rimane la Juve e, all’Allianz Stadium, sarà difficile difendere il risultato. Al di là del blasone e della storia del club, Spalletti è un grande allenatore e in rosa ha veri campioni. Se abbiamo segnato cinque gol è merito dei nostri tifosi, che hanno creato un’atmosfera pazzesca, e anche di chi è sceso in campo. Stiamo costruendo una squadra di top-player, vogliamo diventare i migliori del mondo”.

Un obiettivo ambizioso…

“Ci servirà qualche anno, però il progetto è ben avviato. I nostri fan sono sparsi in tutto il mondo e a Istanbul ci si ambienta in fretta. Quando presentiamo il nostro piano ai calciatori, è difficile che rifiutino di giocare per noi”.

Abbiamo pagato Osimhen 75 milioni. Ora vale il doppio...

Abdullah Kavukcu

Anche perché i soldi non sembrano mancare: Osimhen è costato 75 milioni.

“Quando lo abbiamo acquistato, molti ne parlavano come un investimento folle. Penso che Victor abbia smentito tutti, considerando che il suo valore è raddoppiato. Sappiamo che è uno dei migliori centravanti del mondo e vogliamo raggiungere grandi traguardi insieme”.

Come Victor, anche Icardi, Torreira, Singo e Lang vantano un passato in Serie A. Avete un occhio di riguardo per il campionato italiano?

“I vostri calciatori sono perfetti per lo stile di gioco del Galatasaray. Okan Buruk, il nostro allenatore, ha giocato per tre anni nell’Inter, guarda tutte le partite di Serie A e ha delle idee molto… italiane. Per questo motivo veniamo spesso a Milano”.

L’ultima volta è stata a gennaio.

“Sì, abbiamo fatto un altro tentativo per Calhanoglu. C’è stato un confronto con i dirigenti dell’Inter, ma ci è stato detto che Hakan non sarebbe partito durante il mercato invernale”.

La scorsa estate, però, la trattativa andò avanti per un bel po’...

“Non abbiamo mai nascosto il nostro interesse. Hakan è un’icona della nazionale turca e tifa Galatasaray. Non so quando, ma sono certo che un giorno lo vedremo giocare per noi”.

Da Osimhen a Calhanoglu: è più difficile trattare con De Laurentiis o con Marotta?

“Con l’Inter abbiamo un bel rapporto, anche se non abbiamo ancora concluso nessun affare. Quanto al Napoli, l’acquisto di Osimhen è stato complicato, ma è normale quando si parla di cifre così alte: De Laurentiis aveva fissato il prezzo e, quando ci siamo fatti avanti, voleva essere sicuro che saremmo stati in grado di versare tutti quei soldi. Esserci riusciti è motivo di grande orgoglio, perché abbiamo dimostrato a tutti il potere del nostro club”.

Il Napoli si è fidato così tanto che, a gennaio, vi ha prestato pure Noa Lang.

“È stata un’operazione importante, lo seguivano club prestigiosi, però lui ha scelto di venire da noi. Abbiamo la possibilità di riscattarlo in estate, il suo impatto è stato incredibile e vorremmo fare contenti i nostri tifosi. Ambientarsi a Istanbul non è complicato, il nostro club è davvero come una famiglia. Ha debuttato in Champions con due gol alla Juve, i bambini sono già pazzi di lui…”.

Zaniolo? Voleva tornare in Serie A perché sogna il Mondiale

Abdullah Kavukcu

Il percorso inverso, la scorsa estate, è toccato a Zaniolo. Ha lasciato Istanbul per tornare in prestito in Italia.

“Noi avremmo voluto trattenerlo, però Nicolò ci ha detto che sognava di andare al Mondiale. Giocando in Serie A, avrebbe avuto più chance di tornare in Nazionale. Lo abbiamo accontentato ma la nostra stima rimane immutata: a fine stagione decideremo insieme come proseguire”.

Chiudiamo con i buoni propositi. Tra cinque anni, a quale club vorrebbe assomigliare il Galatasaray?

“A nessuno. Siamo il Galatasaray, ci ispiriamo a noi stessi”.

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