I Wizards pescano il futuro: vincono la lottery, avranno la 1ª scelta al Draft. Ecco chi possono chiamare

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La franchigia col peggior record Nba vince la Lottery e si prende la chiamata numero 1 al Draft 2026. Utah seconda, Memphis terza. Dybantsa è il favorito, ma il talento in cima al Draft non manca: da Boozer ad Acuff, ecco chi può cambiare il destino delle squadre

Riccardo Pratesi

Collaboratore

11 maggio - 07:52 - MILANO

Washington vince la Lotteria Nba, saranno i Wizards a scegliere con la prima chiamata al Draft 2026. La squadra col peggior record di stagione regolare, appena 17 vittorie e ben 65 sconfitte, viene premiata dalla fortuna a Chicago: aveva il 14% di probabilità di accaparrarsi la scelta numero 1, e ci riesce. John Wall, l’ex regista dei Wizards, il rappresentante della franchigia della capitale statunitense, si rivela un talismano. Washington, che aveva già vinto la Lotteria nel 2010, quando scelse proprio Wall, e nel 2001 quando il designato fu il “fiasco” Kwame Brown, dovrà ora decidere quale prospetto aggiungere al suo organico tra quelli d’elite di un Draft che promette bene, quantomeno per le prime cinque chiamate. Al momento il candidato numero 1 è AJ Dybantsa, ala 19enne reduce da una superlativa stagione collegiale a Brigham Young, nello Utah. Il Draft è in programma il 23 (primo giro) e 24 giugno (secondo giro) al Barclays Center di Brooklyn, New York.

da 1 a 14

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L’ordine di chiamata stabilito dalla Lotteria: 1) Washington Wizards 2) Utah Jazz 3) Memphis Grizzlies 4) Chicago Bulls 5) Los Angeles Clippers 6) Brooklyn Nets 7) Sacramento Kings 8) Atlanta Hawks 9) Dallas Mavericks 10) Milwaukee Bucks 11) Golden State Warriors 12) Oklahoma City Thunder 13) Miami Heat 14) Charlotte Hornets. 

NUOVI WIZARDS

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Washington ha la prospettiva di un quintetto sulla carta intrigante. I nomi altisonanti sono quelli dei due veterani con un passato da All Star, Anthony Davis e Trae Young, anche se probabilmente il meglio l’hanno entrambi già dato, logori e spesso acciaccati, e sono a libri paga con stipendi pesanti, l’ex Lakers pure con un contratto lungo. Poi ci sono i giovani di prospettiva. Il centro francese Alex Sarr, scelta n. 2 del Draft 2024, la guardia Kyshawn George, chiamata n. 24 di due anni fa, e appunto mister X, la scelta n. 1 del Draft 2026. Lavori in corso. La disgraziata storia recente di franchigia induce alla massima prudenza, ma uno spiraglio di luce adesso quantomeno si vede, in fondo al tunnel.

vincitori e sconfitti

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Tra i vincitori, oltre a Washington, ci sono Chicago e Memphis. I Bulls, la franchigia di casa come location dell’evento, rappresentati da Toni Kukoc, sono stati guardati con occhio benevolo dalla fortuna: erano noni per percentuale di scelta, si accaparrano la quarta chiamata. I Grizzlies erano sesti per calcolo di probabilità tra le 14 protagoniste della Lotteria che (a meno di scambi) coinvolge le squadre che non disputano i playoff, e si aggiudicano la terza chiamata. Gongola pure Utah che potrà scegliere subito dietro ai Wizards. Invece è andata male, malissimo a Indiana e a Brooklyn. I Pacers dovevano ricevere una chiamata tra le prime quattro per mantenere la scelta, invece ottengono la 5 e dunque la perdono a vantaggio dei Los Angeles Clippers in virtù degli accordi della trade che in febbraio ha portato il centro croato Ivica Zubac dalla California a Indianapolis. Brooklyn, che come Washington e Indiana aveva il 14% di probabilità di vincere la Lotteria, retrocede invece al sesto posto per i capricci della sorte, malevola coi Nets.

i prospetti

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Questo Draft è ottimo al vertice, forse senza il presunto giocatore epocale, la scelta scontata davanti a tutti, ma con una cinquina di talenti che promettono meraviglie. Oltre a Dybantsa, 25.5 punti per partita per i Cougars al college, va segnalato Cameron Boozer, 18 anni, giocatore universitario dell’anno per Duke, un lungo duttile, cerebrale e vincente. Non il prospetto con più potenziale del lotto, ma la scommessa sicura, quello che sulla carta non lascerà mai a piedi nessuno. Tra l’altro il padre, l’ex lungo All Star Nba Carlos Boozer, lavora per gli Utah Jazz ora…Darryn Peterson, guardia 19enne da Kansas University, è il contrario di Boozer come avvertenze e modalità d’uso. Nel senso che è il talento meno affidabile per rendimento collegiale tra quelli di vertice perché ha giocato a singhiozzo evidenziando limiti di tenuta fisica e ha sollevato dubbi sulla funzionalità rispetto ai successi della squadra. Però ha picchi clamorosi, da giocatore franchigia di domani. Atleta favoloso, da highlights. Come Caleb Wilson, il lungo da North Carolina University, 19 anni, con braccia infinite, diamante grezzo che ha saltato il torneo Ncaa per un infortunio al pollice destro. Ha margini di miglioramento enormi, ma i 19.8 punti e 9.4 rimbalzi per gara raccontano di una produzione già di primo livello. E poi c’è Darius Acuff, regista da Arkansas University. Piccolo, ma grande realizzatore. Primo passo incontenibile, ricorda Stephon Marbury. Un bel premio di consolazione per Clippers o Brooklyn, non venisse selezionato da chi sceglie prima di loro.

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