I latiao, lo snack cinese popolare da tempo ha trovato estimatori anche all'estero. Piccanti, dolci e dalla consistenza curiosamente gommosa, i latiao cinesi – letteralmente "strisce piccanti" – sono prodotti cuocendo un impasto di farina di frumento ad alta temperatura e pressione. Nonostante la loro fama di cibo spazzatura, questi snack – nati originariamente come provviste di emergenza – hanno dato vita a un'industria che vale oltre 60 miliardi di yuan (8,9 miliardi di dollari). A Pingjiang, nella provincia dello Hunan, c'è uno stabilimento che produce quasi 700 tonnellate al giorno di queste strisce rosse e spugnose, che ricordano patatine fritte schiacciate e ricoperte d'olio. L'azienda produttrice, Mala Wangzi, attualmente vende l'intera produzione sul mercato interno, ma i latiao hanno conquistato schiere di nuovi fan stranieri, spinti dall'entusiasmo online per la cultura cinese, il cosiddetto fenomeno "Chinamaxxing".
"I latiao vengono ormai esportati in oltre 160 paesi nel mondo, a dimostrazione del fatto che il mercato si sta orientando sempre più verso l'internazionalizzazione", ha dichiarato all'AFP Li Manliang, vicepresidente di Mala Wangzi.
Alcuni marchi si sono espansi nell'Asia orientale e sud-orientale, dove stanno registrando una rapida crescita, mentre i consumatori – dagli Stati Uniti all'Australia – acquistano questi snack in negozi specializzati, su piattaforme di e-commerce e tramite TikTok. Il più grande produttore cinese di latiao, la Weilong (quotata alla borsa di Hong Kong), l'anno scorso ha realizzato vendite all'estero per 117 milioni di yuan, segnando un aumento di quasi il 50% rispetto all'anno precedente.
TikTok e Instagram pullulano di video in cui gli stranieri assaggiano questi snack piccantissimi. Un influencer ha totalizzato 1,5 milioni di visualizzazioni divorando una casa-modello realizzata interamente con queste strisce gommose. In un altro video su TikTok, che ha raggiunto 2,6 milioni di visualizzazioni, una australiana ha gustato un latiao gigante.
"Creano una certa dipendenza": i latiao sono nati a Pingjiang nel 1998 come alimento di emergenza, dopo che devastanti inondazioni avevano distrutto il raccolto locale di soia. Divenuti onnipresenti nei supermercati di tutta la Cina, si sono guadagnati la fama di prodotto malsano e poco igienico, un'immagine che i marchi di latiao hanno cercato per anni di smentire. "Da giovane, i miei genitori pensavano che contenessero troppi additivi", ha raccontato all'AFP Wang Jingfei, ventiduenne residente a Pechino. "Ma con lo sviluppo del settore e la comparsa di nuovi marchi, la sicurezza alimentare è diventata un tema centrale... quindi non credo sia un grosso problema mangiarli di tanto in tanto".
Presso lo stabilimento della Mala Wangzi, un dipendente ha trasmesso in diretta streaming le immagini del reparto produttivo per mostrare le condizioni igieniche della struttura. Li, vicepresidente dell'azienda, ha affermato che tali standard sono paragonabili a quelli dell'industria farmaceutica.
Ha inoltre aggiunto che la ricetta è stata modificata per rendere lo snack più salutare: "Stiamo riducendo l'uso di olio, sale, zucchero e additivi, impiegando materie prime più naturali". L'azienda ha messo in atto altre iniziative mirate a conquistare i consumatori più giovani, il suo principale bacino di utenza. Mala Wangzi ha aperto pop up temporanei in tutto il Paese, ha organizzato oltre 4.000 matrimoni a tema latiao per coppie di grandi appassionati e ha sponsorizzato eventi di e-sport, festival musicali e fiere dedicate all'animazione. "Trovo che i latiao creino una certa dipendenza e aiutino anche ad alleviare lo stress", ha dichiarato il ventiquattrenne Yang Xuhao. "Quando non ho voglia di un pasto vero e proprio, ripiego sui latiao. Mi piace anche mangiarli come snack mentre guardo la TV".
Tuttavia, non tutti sono convinti della riabilitazione di questo snack. Li Peng, 22 anni, ha raccontato di aver abbandonato l'abitudine ai latiao, nata ai tempi della scuola. "Voglio uno stile di vita sano e rimettermi in forma, quindi ho smesso di mangiarli", ha affermato. In un video visualizzato 2,8 milioni di volte, un recensore straniero li ha descritti come "una sorta di tofu gommoso" e "molto unti".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

5 ore fa
5










English (US) ·