I Lakers volano coi Big 3. Ma alla lunga LeBron rischia di essere di troppo?

1 giorno fa 4

L.A. è ormai la squadra di Doncic, con Reaves seconda opzione. I pro e i contro di aver l'arma James, potenzialmente a doppio taglio

Riccardo Pratesi

Collaboratore

28 novembre - 15:17 - MILANO

I Los Angeles Lakers hanno un bilancio di 13 vinte e 4 perse, 3-0 dal ritorno di LeBron James. Secondi nella Western Conference dietro solamente ai Thunder campioni in carica. Contro i Clippers, nel derby cittadino, i Big 3 gialloviola, Luka Doncic, Austin Reaves e James, hanno segnato 99 punti in 3. Sono da corsa? Da titolo? E soprattutto: sono più forti con il rientro di LeBron guardando oltre i facili successi su Utah (due) e sull’altra squadra della città degli angeli? Sulla carta la risposta pare scontata, doverosa persino, ma oltre le apparenze la realtà è più complessa di così. Perché James è uno dei migliori giocatori di pallacanestro di sempre, ma il 30 dicembre compirà 41 anni. La nuova proprietà dei Lakers l’ha scaricato in prospettiva, lui ha il contatto in scadenza, ma lo status e l’ego per sentirsi ancora l’uomo franchigia nonostante il passaggio di testimone sia palese. I Lakers sono la squadra di Doncic, ora. Lo sanno tutti, l’avrà capito anche lui e agirà di conseguenza ai playoff con la stagione in bilico quando gli verrà chiesto di essere gregario di lusso più che primattore, per il bene della squadra?

perchè sì

—  

LeBron è ancora maledettamente forte. Inserito nel secondo quintetto All Nba al termine della passata stagione. Forse è uno screenshot esagerato per il suo valore attuale, forse quello che è stato influisce sulla valutazione di quello che è oggi, ma per picchi di rendimento, carisma e produzione offensiva resta una superpotenza dei canestri. La sciatica l’ha messo ko per le prime 14 partite stagionali, ma nelle 3 giocate non ha mostrato segni di ruggine: 17.7 punti di media tirando col 52% dal campo. Poi 8.7 assist, alcuni immaginifici, pareva Magic Johnson ai tempi dei Lakers dello Showtime, e 5 rimbalzi per gara. Giocando 32’ rispetto ai quasi 38 d’impiego abituale nei 23 anni di Nba. In attacco con lui la palla circola che è un piacere da guardare. Per le difese avversarie la coperta diventa troppo corta: come contieni Luka, LeBron e Reaves tutti assieme? Soprattutto non puoi (più) raddoppiare lo sloveno, altrimenti sei nei guai, e se non lo fai sei comunque nei pasticci. James sa mettere in ritmo i compagni, pure quelli che faticano a far canestro, quelli da lavoro sporco, Hayes, Vincent e Vanderbilt. Conta. Basta per essere valore aggiunto rispetto agli effetti collaterali del Bron odierno?

Los Angeles Lakers forward LeBron James (23) puts up a shot against Los Angeles Clippers center Yanic Konan Niederhauser (14) during the second half of an NBA Cup basketball game Tuesday, Nov. 25, 2025, in Los Angeles. (AP Photo/Jae C. Hong)

perchè no

—  

La scorsa stagione i Lakers hanno messo sotto gli avversari di 154 punti senza di lui e sono andati sotto di 54 con lui sul parquet. Sono stati più forti come somma di individualità con lui in campo, ma meno funzionali di squadra. Stesso copione contro Utah: appena +2 con lui dentro rispetto alla vittoria di 14 punti. Nella rivincita a Salt Lake City i gialloviola hanno di nuovo avuto l’ultima parola, di 2 punti, ma per LeBron il plus/minus è stato -14. Il discorso è semplice: James oggi fatica in difesa. Soprattutto come continuità, nella singola gara e di partita in partita. E Doncic e Reaves eccellono in attacco, ma nell’altra metà campo non sono sopra la media Nba. Anzi. Dunque come incastro nel puzzle di coach Redick LeBron rischia di diventare tanto bello quanto ridondante per quanto possa suonare come blasfemia cestistica.

 Luka Doncic #77 of the Los Angeles Lakers scores on a jumper in front of Nicolas Batum #33 and Ivica Zubac #40 of the LA Clippers with Maxi Kleber #14 during the first half at Crypto.com Arena on November 25, 2025 in Los Angeles, California.   Harry How/Getty Images/AFP NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by Harry How/Getty Images) (Photo by Harry How / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

big 3

—  

I 99 punti segnati contro i Clippers hanno fatto clamore. Una mareggiata sul Pacifico. La formula Big 3 è un classico per tante squadre vincenti della storia Nba. Però solitamente quei tre sono un regista, un’ala e un lungo. E almeno uno dei tre è un grande difensore. I Big 3 dei Lakers sono invece tre creatori di gioco che prediligono avere la palla in mano. Luka e Reaves sono amiconi, la complicità tecnica da “vicini di banco” è palpabile, vedendoli giocare. Si cercano, si trovano, si apprezzano. Reaves è in scadenza di contratto, ma difficilmente i Lakers lo lasceranno andare perché Mark Walter, il proprietario, non vuole far mettere il broncio al ragazzone di Lubiana. Sorridente viene meglio in foto. In difesa quei tre assieme fanno scopa, per gli avversari però. Marcus Smart è un “cagnaccio” che guarda volentieri le spalle a tutti sul perimetro, ma non può essere dappertutto a turare falle. E i Lakers si abbassano se gioca assieme ai Big 3. LeBron al meglio è stato un difensore straordinario capace di marcare avversari dall’1 al 5. Chiunque, ovunque. Ma ora è più adatto a marcare i lunghi che gli esterni. Può persino giocare da centro. Ma per i Lakers è un vantaggio? Ayton e Hachimura per talento non gli allacciano le scarpe, ma hanno energia e tenuta maggiori. Non pretendono la luna e la palla. Hayes che becca un fallo tecnico per renderle a Dunn dei Clips che aveva maltrattato Doncic e dice a Luka: “Tranquillo, ci penso io” - ricompensato subito dall’assist per la schiacciata - spiega le dinamiche Lakers. Comanda quello con la maglia numero 77.

 Austin Reaves #15 of the Los Angeles Lakers scores on a layup in front of Kris Dunn #8 of the LA Clippers and Luka Doncic #77 during a 135-118 Los Angeles Lakers win at Crypto.com Arena on November 25, 2025 in Los Angeles, California.   Harry How/Getty Images/AFP NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by Harry How/Getty Images) (Photo by Harry How / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

prospettiva playoff

—  

LeBron vorrà uscire di scena a modo suo. La prossima sarà al 99% la sua ultima post season in maglia Lakers, che si ritiri o meno, vorrà lasciare il segno. Si gestirà a livello fisico per presentarsi al meglio ai playoff. Con lui i Lakers hanno un potenziale più alto. E poi LeBron ha la personalità per "chiamare" fischi arbitrali e non ha paura quando conta di più e tanti tremano. Mica poco. Però ci sono pure le incognite. L’elefante nella stanza impossibile da ignorare. Con una ipotetica gara-7 in bilico cosa succederebbe se Redick – raccomandato per quella panchina dall’amico LeBron – chiamasse gli ultimi possessi d’attacco per Doncic con Reaves, miglior tiratore di James, seconda opzione sull’eventuale scarico? Perché James l’ultimo tiro a Luka lo concede anche, se la palla gliela passa lui. Ma se deve fare lo spettatore non pagante? I Lakers saranno intriganti da vedere in primavera e non solo perché i Big 3 regalano spettacolo.

Leggi l’intero articolo