Guerra in Iran, concessionari preoccupati in India per ritardi o interruzioni

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Il conflitto sta facendo salire i prezzi di petrolio, gas e anche di materie prime utili per la produzione di veicoli, come comunicato dalla Fada, la Federazione indiana delle associazioni dei concessionari d'automobili. Ma le vendite nell'ultimo anno fiscale sono comunque salite

Luca Palladino

7 aprile - 12:13 - MILANO

Con il conflitto scoppiato in Iran ormai un mese fa, sono nati diversi problemi anche per quanto riguarda il settore dell'automobile. Tra questi c'è di sicuro quello di possibili ritardi, o peggio ancora interruzioni, nelle forniture o nelle spedizioni a breve termine, come sostenuto dai concessionari automobilistici indiani. Gli stessi hanno avvertito di questo problema, come riportato da Reuters, tramite una nota comunicata dalla Fada (Federation of Automobile Dealers Associations) indiana. Infatti, il conflitto in Medio Oriente ha portato all'aumento dei costi delle materie prime, utili per la produzione dei veicoli, nonostante le vendite totali nell'ultimo anno fiscale abbiano raggiunto uno storico picco. Pertanto, l'ambito operativo di tutto il settore dell'automotive è offuscato dalla guerra in Iran, come dichiarato dalla stessa federazione delle associazioni dei concessionari d'automobili indiani. Il conflitto ha fatto salire i prezzi sia del petrolio che del gas, andando così a incrementare i costi di carburante e di tutta la logistica nella catena di produzione del settore automobilistico. Come se non bastasse, sono cresciuti i prezzi anche di metalli chiave per la realizzazione dei veicoli come alluminio, rame e acciaio. Per via di tutti questi aumenti dei costi delle materie prime, il principale produttore automobilistico indiano Maruti Suzuki ha già detto che molto probabilmente sarà costretto a far salire il prezzo di listino dei propri veicoli.

Il problema con le forniture per i concessionari indiani

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Da un recente sondaggio pubblicato dalla Fada, più della metà dei concessionari automobilistici ha già comunque subito qualche forma di interruzione delle forniture o delle spedizioni, a causa dello stesso conflitto in Iran, con il 17,1% di aziende che ha avuto un ritardo di tre o più settimane. Per quanto riguarda i prezzi del carburante, il 36,5% dei rivenditori indiani ha riferito che quest'aumento sta influenzando in maniera sempre più significativa le decisioni d'acquisto dei clienti. L'impatto si è visto di più nel segmento dei veicoli commerciali, ma anche quelli a due o quattro ruote hanno segnalato ritardi importanti su vari fronti. Le vendite d'auto al dettaglio in India sono comunque aumentate del 25,28% a marzo, come riferito dalla Fada, rispetto all'anno scorso. Quelle delle autovetture sono cresciute del 21,48% a marzo in confronto a 12 mesi fa, del 28,68% quelle dei mezzi a due ruote e del 15,12% quelle dei veicoli commerciali. Per questo l'anno finanziario si è chiuso con una nota positiva, grazie anche ai tagli fiscali che sono andati a migliorare l'accessibilità economica, come dichiarato dalla Fada. Così le vendite al dettaglio totali durante tutto l'ultimo anno finanziario sono aumentate del 13,3%. La federazione ha inoltre dichiarato che il tempo medio di permanenza in salone di un'auto è diminuito per il sesto mese di fila. A marzo è arrivato a 28 giorni circa, 52 un anno fa.

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