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Gli organizzatori mediorientali pagano le commissioni più alte del circuito. La riduzione delle corse da 22 a 24 (ma se ne potrebbe recuperare almeno una) impatterà anche su diritti tv e sponsor. Liberty Media, però, ha le spalle forti
Ad aprile le monoposto di Formula 1 non sfrecceranno tra le sabbie del deserto di Sakhir né sul lungomare di Gedda: sono saltati i Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita, a causa della guerra in Iran, di fatto estesa a tutto il Medio Oriente. Il Circus perde non solo due delle tappe più suggestive del calendario, ma anche parecchi soldi.









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