Gravina: "Sugli arbitri clima insopportabile. Il futuro di Open Var? Ci rifletteremo"

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Il presidente della Figc alla presentazione del Premio Bearzot assegnato a Fabregas: "Un allenatore apparentemente divisivo, molto diretto e che porta avanti le sue idee con coraggio. Io lo apprezzo"

Elisabetta Esposito

Giornalista

17 marzo - 17:25 - ROMA

"Intorno agli arbitri c'è un clima insopportabile, che arriva tra l'altro in una fase decisiva del campionato". Il presidente della Figc Gabriele Gravina, a margine della presentazione del 15° Premio Bearzot oggi in via Allegri, torna a parlare del momento caldo dei direttori di gare: "Se noi pensiamo che in ogni partita l'errore arbitrale possa esser azzerato al 100% ve lo dico oggi, non sarà mai possibile. Ma stiamo lavorando assieme all'Aia per arrivare al miglior risultato possibile. Se poi ci sono due episodi su venti partite è fisiologico, rispetto ai dieci di qualche anno fa. Credo che qualcosa vada rivisto nell'ambito del nostro comportamento. Si è generato un clima insopportabile, dobbiamo ritrovare serenità, dando ognuno un piccolo contributo".

open var

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Il presidente commenta poi le discussioni intorno a Open Var, che per alcuni degli stessi arbitri rischia di alimentare le polemiche: "Apriremo una riflessione su pro e contro assieme all'Aia in vista della prossima stagione. La disponibilità a una massima trasparenza è stata evidentemente strumentalizzata. L’obiettivo è confrontarsi sempre, ma soprattutto evitare qualunque forma di strumentalizzazione in termini negativi".

il bearzot a fabregas 

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Gravina parla poi con entusiasmo dell'assegnazione del Premio Bearzot, riconoscimento promosso dall'Unione sportiva Acli insieme alla Figc, all'allenatore del Como Cesc Fabregas, il primo straniero a riceve quest'importante premio. Ad annunciarlo è stato il presidente dell'Us Acli Damiano Lembo, sottolineandone "passione e innovazione" assieme a "risultati incredibili".  Gravina è d'accordo anche il Presidente Gravina: "Cesc Fabregas è la scelta giusta. È anche a un simbolo generazionale, apparentemente divisivo per il suo modo di essere, ma io lo considero moderno: in un mondo di atteggiamenti farisaici lui è molto diretto, dimostra il coraggio delle sue idee e io personalmente lo apprezzo. Idee che si vedono anche quando la sua squadra scende in campo e in diversi ora si rendono conto delle sue capacità professionali anche sotto il profilo della spettacolarizzazione del calcio italiano. È il primo straniero che vince il Bearzot, l'Italia deve essere orgogliosa che abbia scelto proprio l’Italia per perfezionare la sua formazione, conseguendo il Master al Corso Uefa Pro a Coverciano. Nella sua carriera da allenatore non ha accettato scorciatoie, caratteristica che più lo accomuna a Enzo Bearzot, imponendosi nel grande calcio con la forza dei risultati e ancor più con la forza delle prestazioni". Un premio speciale alla carriera verrà poi consegnato a Fabio Capello, che quest'anno compie 80 anni: "È sempre stimolante nel portarci a riflettere, anche ora che è opinionista", afferma Gravina.

arbitri e violenza 

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Alla presentazione è presente anche il vicepresidente dell'Aia Francesco Massini che ha annunciato che quest'anno il Premio Stefano Farina andrà a Marco Guida ("Punto di riferimento del mondo arbitrale e portavoce delle istanze dell'intera categoria") e verrà dato uno speciale riconoscimento anche all'arbitra 17enne Valentina Zamburru, vittima di un'aggressione durante Nuova La Salle-Gioventù Sarroch, U17 sarda, il 28 febbraio scorso. Anche su questo Gravina è duro: "Sul tema della violenza siamo intransigenti, abbiano adeguato le norme, abbiamo impugnato numerose decisioni del giudice sportivo e mi dispiace riconoscerlo. La nostra intransigenza deve essere condivisa e non sancita nelle sanzioni. Nel caso della ragazza abbiamo applicato il massimo della pena prevista, una sorta di 'ergastolo'. È importante comunicare queste sanzioni, non accettiamo più l'idea di ragazzi, calciatori e dirigenti che si sono macchiati di atti di violenza verso minorenni e addirittura bambine. La gravità di questo tipo di violenza è enorme. Dopo 3 o 4 anni di squalifica c'è la possibilità di chiedere la grazia al presidente federale... Io solo per il fatto di averla rifiutata sono stato aggredito dai genitori e familiari. Il problema non è all'interno della federazioni o a chi ha erogato le sanzioni ma è un problema di educazione e culturale. Come si può pensare una persona di una certa età fratturare una mascella ad una 17enne? È solo vergognoso. Su questo sarò intransigente. Questa gente deve stare fuori dal mondo del calcio".

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