Il primo pilota proveniente dal Québec utilizzerà la vettura nel Gran Premio storico di Monaco in programma dal 24 al 26 aprile
Nato nel 1997, il Gran Premio storico di Monaco unisce il fascino del circuito cittadino a quello delle vetture d’epoca. Quest’anno si terrà dal 24 al 26 aprile e vedrà tra i partecipanti anche il primo pilota proveniente dal Québec: Bertrand Godin, che è cresciuto nel mito di Gilles Villeneuve ed è coinvolto nelle corse automobilistiche da oltre 30 anni. Il 58enne utilizzerà la Arrows A1, con cui Riccardo Patrese ha partecipato al Mondiale di Formula 1 nel 1978. I due si sono incontrati al circuito Tazio Nuvolari di Cervesina, un piccolo comune in provincia di Pavia, per preparare l’appuntamento.
Godin, cosa ha provato al volante della monoposto?
“È stata un’esperienza incredibile, stiamo parlando di un pezzo di storia. Quando ho saputo che il mio nome sarebbe stato accanto a quello di Patrese sono rimasto sbalordito. Inoltre, questa macchina ha terminato in quarta posizione il GP del Canada 1978, vinto dal mio idolo Villeneuve. Sento molto la responsabilità, sono cresciuto sognando di guidare una vettura della massima serie”.
Di cosa ha parlato con Patrese?
“Mi ha raccontato la storia della macchina e mi ha dato dei consigli su come affrontare le curve. È stato di grande aiuto. Il rombo del motore della Arrows è incredibile, ma dopo qualche giro ho smesso di pensarci e ho iniziato a spingere al massimo”.
Quale è il suo obiettivo per il Gran Premio storico di Monaco?
“Voglio godermi ogni secondo, a prescindere da cosa accadrà. Sono due anni che aspetto questo momento e mi sto allenando tre ore al giorno per essere pronto. Su quella pista, però, può succedere di tutto e correranno anche altri piloti molto talentuosi”.
Cosa ammirava di Villeneuve?
“Quando l’ho visto trionfare in Canada mi sono ripromesso che un giorno avrei provato quel tipo di emozione. E qualche anno più tardi ho vinto a Montreal in Formula Atlantic. Ricordo tutto di quella gara. Per me Gilles è stato un’ispirazione”.
In futuro sogna di guidare una delle sue Ferrari?
“Sarebbe la cosa più incredibile della mia vita perché le auto conservano le anime dei piloti”.









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