Gli italiani e la natura, un bisogno radicale

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Il legame tra gli italiani e la natura si fa sempre più centrale e consapevole, ma anche più complesso: una connessione che genera speranza in un futuro positivo, ma che oggi richiede di essere riscoperta e vissuta in modo più profondo. È un desiderio praticamente unanime: il 98,78% degli italiani intervistati pensa sia importante trovare il modo di vivere in armonia con la natura e di essere più vicini ad essa. Tuttavia, circa 6 italiani su 10  sentono la mancanza di un rapporto più vero e interiore, di quella sensazione di sentirsi parte della natura a livello di emozioni e sentimenti. Non solo: 9 italiani intervistati su 10 (89,97%) ritengono che, se il rapporto con la natura fosse più profondo, il mondo potrebbe essere migliore.
Se il bisogno di natura è forte, il modo in cui viene vissuta oggi è complesso e spesso contraddittorio. Di fronte ai cambiamenti in atto, le sensazioni degli italiani sulla natura sono piuttosto multiformi: nell’area delle risposte più alte il 65,05% si sente spaventato, il 44,98% confuso e il 36,47% non riesce a trovare un modo per essere in armonia con essa. Allo stesso tempo, la natura è percepita in modi diversi: per il 36%, la natura non è né buona né cattiva, dipende da come la si guarda, per il 34,35% la natura non è sempre “buona”, esiste anche una natura violenta, incontrollata, ostile all’uomo, mentre per un più timido 29,48%, la natura di per sé è solo “buona”, giusta e benevola verso l’uomo. Ma riflettendo sulla doppia anima della natura, in parte buona e in parte ostile all’uomo, prevale un sentimento ottimista e positivo: per il 90,27% del campione, il rapporto con la natura dipende anche da noi. La natura “buona” va cercata e rispettata, così come ci siamo abituati a cercare la felicità nelle piccole cose.
Interrogati sul significato che la natura ricopre e rappresenta in questo momento, tra le risposte compaiono: “la sento come sempre più necessaria per prendere respiro e ossigenarsi da questa vita frenetica, e poi anche tanto lontana perché la stiamo distruggendo”, “in questo momento per me ha assunto il significato di tesoro che va protetto, la percepisco come se si stesse ribellando davanti a secoli di sfruttamento”, “oggi la vedo distante da me, mi piacerebbe poterla vivere di più e sentirmi un unicum con il nostro pianeta”. La natura continua a rappresentare uno spazio emotivo fondamentale. Quando gli italiani riescono a entrare in contatto con essa, emergono sensazioni profonde e positive: serenità, tranquillità, gioia di vivere, benessere. Ma anche un senso più ampio di equilibrio, che li fa sentire in pace, completi e realizzati. I momenti in cui questa connessione si manifesta sono spesso semplici e legati alla quotidianità: una passeggiata nel verde, il contatto con il mare, oppure il risveglio al mattino, tra le risposte principali. Segno che il legame con la natura non è scomparso, ma ha bisogno di essere riscoperto e vissuto con maggiore consapevolezza.
 Questa consapevolezza è messa in luce dall’indagine “Gli italiani e la natura”, realizzata per la nuova campagna di Mulino Bianco  “Dove la natura è una storia buona”, evoluzione del racconto di marca (già celebrato negli anni a partire dal claim “Mangia sano, torna alla natura” della stessa agenzia Armando Testa), che invita le persone a riconnettersi con la natura in modo più emotivo e personale, riscoprendo il valore delle sensazioni spontanee e delle emozioni vere e pure che si provano nei momenti conviviali e quando si è in armonia con la natura. Nella nuova campagna, la valle del Mulino ritorna ad essere simbolo di una natura emotiva, un nuovo corso firmato da Armando Testa che già nei primi anni '90 aveva contribuito a costruire nel cuore degli italiani l'immaginario unico del Mulino. La nuova campagna si apre con il sound logo del passato (le prime cinque note composte per il primo storico spot del 1976).

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