(di Emiliano Dal Toso)
"Qui siamo tutti uguali". È la
frase che più di ogni altra ha segnato Giovanni Allevi nel
percorso iniziato dopo la diagnosi di mieloma multiplo. Il
compositore e pianista l'ha raccontata oggi all'Istituto
nazionale dei tumori di Milano, dove è in cura dal 2022,
intervenendo alla Giornata delle ricercatrici e dei ricercatori
con la lecture "Un'esperienza tra musica e malattia".
Ripercorrendo il proprio cammino, Allevi ha spiegato come la
malattia abbia cambiato radicalmente il suo sguardo. "Sono
compositore e filosofo? Attraverso l'esperienza della malattia
ho capito che queste etichette perdono la loro importanza", ha
detto. Tra i ricordi più significativi, l'incontro con una
paziente conosciuta davanti al Cup dell'ospedale. "Mi afferrò
per un braccio e mi disse soltanto: 'Io ne ho due'. E ho capito
che non si riferiva ai suoi nipoti. In questo luogo si
incontrano il cielo e la terra: la terra è la malattia, la
sofferenza e la paura; il cielo è il sorriso, gli occhi pieni di
speranza e l'umana compassione. Io mi sono sentito meglio dopo
aver ascoltato le sue parole".
Rivolgendosi ai ricercatori ha aggiunto: "Dentro ai
microscopi con cui lavorate ci sono anche gli occhietti vispi di
quella signora. Con il vostro lavoro e quello dei medici
riuscite a far toccare il cielo e la terra". Allevi ha poi
ricordato il momento della diagnosi. "Il 2 giugno 2022 ero a
Vienna per un concerto, avevo un fortissimo mal di schiena.
Tornato in Italia bastarono gli esami per capire che avevo il
mieloma multiplo". Più della diagnosi, lo colpì "vedere la paura
negli occhi delle persone vicine". Il compositore ha ricordato
anche il primo ingresso nel reparto di Ematologia dell'Istituto.
Dopo il silenzio imbarazzato di un tassista che lo aveva
immediatamente riconosciuto, in sala d'attesa un altro paziente
gli disse: "Qui siamo tutti uguali. Non era una sfida, ma un
modo per darmi il benvenuto. In quel momento sono cadute tutte
le maschere. Per tutta la vita ho cercato di difendere la mia
immagine. Lì ho capito che, se togliamo maschere e
condizionamenti, siamo luce, slancio vitale".
Parlando del rapporto tra musica e ricerca, Allevi ha
sottolineato come entrambe richiedano il coraggio di spingersi
oltre i limiti della conoscenza. Ha infine ricordato la nascita
del "Concerto per violoncello e orchestra MM22", composto
durante il ricovero. "Dopo la diagnosi non mi sono chiesto se
sarei sopravvissuto. Mi sono domandato a quali note
corrispondessero le lettere della parola mieloma. Ho scritto
quest'opera per celebrare, attraverso la musica, il miracolo e
la bellezza della vita".
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