Giorgia Rossi: "Innamorata del calcio grazie a mio nonno. Un film? Aurelio, chiamami. Sogno Sanremo"

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La conduttrice di Dazn: "Sono cresciuta in una famiglia di romanisti e da bambina anche io tifavo per i giallorossi. Un dolore non essermi laureata: se avrò un figlio, lui lo farà"

Andrea Ramazzotti

Giornalista

10 maggio - 08:51 - MILANO

Si è innamorata del calcio grazie al nonno, ma con il pallone tra i piedi non riesce a fare più di due palleggi. Giorgia Rossi, conduttrice e giornalista di Dazn, si racconta e non nasconde i suoi sogni, da quello di salire sul palco di Sanremo a quello di recitare in un film, ma il focus resta il suo lavoro attuale. Con il pallone al centro di tutto. 

Giorgia, come si è appassionata al calcio? 

"Grazie all’amore per mio nonno Mario. Avvicinarmi a questo sport è stato un modo per condividere qualcosa con lui e mio padre Roberto. Avevo otto anni e chiesi di andare allo stadio con loro. Scoccò subito la scintilla". 

Qual è stata la prima gara che ha visto dal vivo? 

"Roma-Vicenza 2-0, con esordio di Candela e doppietta di Balbo. L’emozione di essere all’Olimpico, in tribuna Tevere, era enorme: per me era tutto nuovo e bellissimo, anche se avevo già apprezzato quanto la mia famiglia fosse legata al calcio in occasione di Italia ‘90: nel giardino della casa al mare di mio zio, a ogni incontro dell’Italia c’erano 10-15 persone con le bandiere tricolori". 

E quella che non dimenticherà? 

"La finale di Champions del 2008, con il rigore tirato alto da John Terry. L’ho vista in tv, in un periodo particolare della mia vita in cui studiavo per diventare giornalista, dopo essere rimasta senza lavoro. Ero disperata per lui che era scivolato sul dischetto". 

Lei viene da una famiglia di fede romanista. Conferma? 

"Sì. La mia famiglia era tutta composta da tifosi romanisti e lo era anche... la bambina Giorgia". 

Il calcio era ed è nel suo dna, eppure lei dice di non saper fare due palleggi. Vero? 

"Magari riesco a fare due colpi di testa. Con i piedi proprio no". 

Dimarco è il giocatore che mi ha divertita di più

Ha mai pensato che il pallone sarebbe diventato il suo lavoro? 

"A 16 anni avevo una passione per la scrittura e per il calcio: ho unito le due cose e mi sono data un obiettivo. Qualche mese più tardi ho iniziato a collaborare per una tv locale a Roma e... eccomi qua". 

Se potesse scegliere un ospite per il suo nuovo format su Dazn, Giorgia’s Secret, chi vorrebbe tra Cristiano Ronaldo, Messi e Neymar? 

"Neymar perché credo che abbia tanto da raccontare, tante zone d’ombra da svelare". 

Tra gli allenatori? 

"Mourinho. È il primo che mi viene in mente. José, se vuoi io sono qui". 

E tra i grandi del passato? 

"Roberto Baggio. E sicuramente mi sarebbe piaciuto Maradona". 

Ci anticipi qualcosa sulle prossime puntate. 

"A fine stagione uscirà un’intervista a Beppe Marotta. Il presidente dell’Inter rivivrà tutto il suo percorso nel calcio e si proietterà verso il futuro perché l’Inter non finisce qua, anzi rilancia". 

Lo scudetto nerazzurro è meritato? 

"Per me sì. È stata la squadra capace di restare costante in un campionato in cui le concorrenti non sono state all’altezza. Grande merito a Cristian Chivu per il lavoro mentale e tattico". 

Le sue favorite nella volata per la Champions? 

"Milan e Juve perché sono davanti". 

La partita più bella dell’anno? 

"Juventus-Inter 4-3". 

Il giocatore che l’ha divertita di più? 

"Federico Dimarco". 

La laurea in giurisprudenza non presa è un rammarico? 

"È un dolore personale. Ho provato a 'riaprire' il percorso universitario dopo aver interrotto gli studi, ma purtroppo dovrei ripartire da capo perché sono scaduti i termini. Avevo anche voti molto alti... Se mai dovessi avere un figlio, gli consiglierei di laurearsi per se stesso, non per questioni professionali". 

Se le proponessero un ruolo in un film? 

"Accetterei. Anzi, Aurelio (De Laurentiis, ndr) perché ancora non mi hai chiamato? Ho doti incredibili. Sarebbe la rivincita delle bionde (ride, ndr)". 

Che rapporto ha con la musica? 

"L’ascolto soprattutto in macchina, quando sono da sola. Mi piace molto contestualizzarla rispetto al periodo che sto vivendo". 

Salire sul palco di Sanremo è un sogno? 

"Sì, nel senso che sarebbe un’esperienza magnifica, particolare, da prendere con grande responsabilità. Sarebbe un sogno anche poter calcare quel palco per un solo minuto: sono un’appassionata del Festival da sempre, l’ho seguito con la mia famiglia fin da bambina e non ci siamo mai persi un’edizione". 

Chi è una donna della storia alla quale si è ispirata?

"Sicuramente Rita Levi-Montalcini. C’è una sua frase che tengo sempre bene a mente: 'Non temete i momenti difficili. Il meglio viene da lì'. Ha ragione: sono quelli che ci fortificano e ci fanno crescere". 

Atletica, tennis o padel: tra gli sport che ha praticato o pratica adesso, qual è il suo preferito? 

"L’atletica e il tennis. Da piccola me la cavavo sia con la racchetta sia a fare atletica perché ero molto veloce, avevo le gambe più lunghe rispetto alle altre ragazze e nei 100 e 200 metri avevo tempi assolutamente buoni. A un certo punto però ho scelto di concentrarmi sullo studio e ho mollato lo sport. Mi piacerebbe riprendere a giocare a tennis perché avevo un grandissimo rovescio a due mani (ride, ndr). Ho anche provato a tornare in campo, ma sono molto competitiva e se a tennis non ti alleni...". 

Chi era il suo tennista preferito? 

"Roger Federer. Oggi Alcaraz e Sinner sono i miei idoli, ma mi piace tanto pure Cobolli".

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