Italiani sempre più giocatori, attratti dal miraggio della vincita. L'azzardo batte così ogni crisi e raggiunge nel 2025 il record storico di 165,34 miliardi di euro: una raccolta in crescita del 5% rispetto all'anno precedente. Una cifra monstre che equivale al 7,3% del Pil nazionale, trainata dal boom del canale online. Ma a farsi largo sono anche le perdite nette dei cittadini, che ammontano a 21,88 miliardi di euro, più o meno il valore di una manovra finanziaria.
A fare i conti del gambling nel Paese è la quarta edizione del "Libro nero sull'azzardo", il rapporto annuale realizzato da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon (Istituto studi sul consumo), in collaborazione con Federconsumatori Modena. Il titolo di quest'anno è "Lo Stato perdente". Perché, a detta dello studio, le uniche grandi vincenti sono le imprese del settore. Tra scommesse sportive, lotterie, giochi di carte e casinò online, quello italiano è il primo mercato dell'azzardo in Europa e fra i principali al mondo. Le risorse 'investite' arrivano ad essere cospicue. Ogni maggiorenne, viene calcolato, ha speso in media 3.284 euro in azzardo nel corso del 2025. Con dei picchi al Sud.
Nell'anno è Isernia a guidare la classifica dei capoluoghi con 6.307 euro pro capite. In testa alla classifica dei comuni italiani si piazza Patti (Messina), con 7.715 euro pro capite nel solo canale online. La crescita più preoccupante, evidenzia il rapporto, riguarda proprio il canale online, che nel 2025 ha superato per la prima volta la soglia dei 100 miliardi di raccolta (100,88 miliardi), con un incremento del 9,5% sul 2024 e di ben il 221% rispetto al 2018. Si stima che i giocatori attivi 'da remoto' siano 4,8 milioni, con una crescita allarmante tra i più giovani. All'opposto, il volume raccolto dal canale fisico nel 2025 ammonta a 64,5 miliardi di euro, in contrazione rispetto all'anno precedente (-1,3%).
Dati che fotografano anche la relazione inversa fra la situazione socioeconomica e l'incremento della raccolta complessiva. Così come, evidenzia il rapporto, la correlazione tra volumi di azzardo online e la presenza della criminalità organizzata è "diretta e documentata". Ma alla fine chi ci guadagna? Lo Stato, a conti fatti, no - è la risposta - visti gli elevati costi sanitari e sociali che deve sostenere, tantomeno i cittadini: le uniche grandi vincenti sono le imprese del settore. In cinque anni i loro utili - calcola il rapporto - sono cresciuti del 165% in termini reali, con un fatturato aggregato che nel 2025 ha raggiunto i 10,4 miliardi di euro. Di fronte a questa situazione Cgil, Federconsumatori e Isscon chiedono risposte immediate, a partire dal ripristino del divieto di pubblicità del gioco d'azzardo senza deroghe e dalla tassazione sugli extraprofitti delle aziende del settore, da destinare in primis alla sanità pubblica e al contrasto di questa forma di dipendenza.
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