Gigio sbaglia, il City si salva al 97', ma la frenata con l'Everton consegna mezza Premier all'Arsenal

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Partita incredibile dei Toffees, a segno due volte con Barry e una con O'Brien nella ripresa dopo il vantaggio Citizen di Doku. La rete nel finale di Haaland e ancora di Doku in pieno recupero salvano Guardiola. Ma ora i Gunners hanno grandi chance di vincere il titolo

4 maggio 2026 (modifica alle 23:26) - LIVERPOOL (ING)

Non è una sconfitta, ma ci assomiglia tanto. Perché il Manchester City in casa dell’Everton perde il treno per il titolo, il 3-3 che Jérémy Doku acciuffa con una magia al 97’ è solo una magra consolazione per una volata verso la Premier che ora è diventata una fuga in cui la squadra di Guardiola è l’inseguitrice. L’Arsenal resta avanti, con 5 punti di vantaggio e il proprio destino nelle mani: la squadra di Arteta, impegnata ora a cercare la seconda finale di Champions nella sua storia, ha ancora tre partite da giocare contro le quattro del Manchester City. Ma adesso controlla il proprio destino, aiutata dai demoni della squadra di Guardiola spuntati fuori all’improvviso, quando Marc Guehi al 68’ ha regalato all’Everton il pareggio, 1-1, in una partita che gli ospiti fino a quel momento stavano dominando. È servito tanto carattere per non affondare, come sembrava inevitabile dopo il 3-1 infilato dallo scatenato Thierno Barry, l’uomo della svolta per i Toffees, al minuto 81. Il pari di Doku dice che il City resta senza sconfitte in Premier dal 17 gennaio, ma in una volata dove contano punti e gol questo passo falso in trasferta sa tanto di condanna, di picconata alle certezze di una squadra che si era convinta di potersi giocare il titolo fino alla fine, di poterlo vincere. 

tracollo city

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Il City è andato a fondo, dopo quel clamoroso errore di Guehi per l’1-1, un retropassaggio troppo corto perché Gigio Donnarumma ci arrivasse prima dell’attaccante dell’Everton entrato solo pochi minuti prima. Guardiola ha perso i suoi, nei tredici minuti successivi: sembrava il City dello scorso anno, quello che alla prima difficoltà si scioglieva come neve al sole, perdeva certezze. L’Everton affonda il colpo, col 2-1 di O’Brien da corner al 68’ (grosse responsabilità di Donnarumma che esce male e lascia la porta sguarnita) e poi col 3-1 ancora di Barry all’81’, dopo un altro errore difensivo della squadra di Guardiola. Poi segna Haaland e il City si ricorda di avere ancora speranze, quelle che Donnarumma prova ad alimentare con due incursioni offensive per saltare di testa su calcio d’angolo. Quelle che Doku riaccende con la seconda magia della sua partita. Basta per non perdere, non per scendere dal treno che porta alla Premier.

haaland e doku non bastano

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Difficile reagire, adesso, capire dove si può rimediare. Il City era alla prima di sei partite in 21 giorni, compresa la finale di FA Cup del 16 maggio. Sabato all’Etihad arriva il Brentford di Michael Kayode che adesso sta correndo per l’Europa mentre l’Arsenal va in casa del West Ham, a rischio retrocessione. Poi il tour de force il 13 maggio propone la visita del Crystal Palace, nel match che il City deve recuperare da marzo. Per le speranze di titolo di Guardiola, in quelle che potrebbero essere le sue ultime settimane a Manchester, non basta più vincere e fare più gol possibile. Serve anche sperare in un passo falso dei Gunners che, col 3-0 sul Fulham, sembrano essere tornati a correre. E che hanno un calendario più facile, comunque finisca con l’Atletico, con settimane libere per preparare le ultime due giornate. Il City con l’Everton alla fine non ha perso. Ma per come si è messa la corsa alla Premier è come se l’avesse fatto.

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