Il greco è fermo dal 15 marzo, ma si sente pronto a tornare in campo da tempo. Ma la franchigia, senza più niente da giocarsi, non gli dà il via libera. La trade estiva sembra inevitabile
"Non ho mai visto un caso in cui un giocatore del mio livello dica, e lo affermo pubblicamente, che vuole giocare, c…o! Non credo di aver mai visto una cosa del genere. Quindi, se serve un’indagine, bene. Ci dovrebbe essere. Non lo so, ma ci dovrebbe essere finché non si chiarisce la situazione". Le parole di Giannis Antetokounmpo, 30 anni, prima della partita poi persa dai Bucks contro i Celtics, sono quelle frustrate e stanche di un rapporto incrinato già da tempo. Il greco si è infortunato il 15 marzo (iperestensione al ginocchio) e da allora non è più sceso in campo: dopo pochi giorni si sentiva già pronto a rientrare, ma la franchigia ha continuato a pensarla diversamente e non dargli il via libera. In stagione Giannis ha giocato solo 36 partite. Nel frattempo, l'Nba ha aperto un’indagine sulla gestione del caso e anche il sindacato giocatori è intervenuto richiamando le norme anti-taking (quando si gioca a perdere per essere messi meglio in vista el draft).











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