Mattone decisivo per il Genoa sulla
strada della salvezza. Le reti di Vitinha e Ostigard regalano
una vittoria fondamentale al Grifone e mettono, con ogni
probabilità, la parola fine alle poche speranze dell'Hellas. Il
Verona paga la poca concretezza offensiva e un Montipò ancora
sul banco degli imputati, il Genoa sorride con i suoi tenori.
Vitinha apre la scatola, l'ennesimo colpo vincente di testa di
Ostigard la chiude.
Squadre a specchio. Sia Sammarco che De Rossi schierano il
3-5-2, duelli individuali a tutto campo, è questa la chiave
tattica del match che già alla prima vera azione ha un sussulto.
Il traversone dalla destra di Akpa Akpro diventa una
conclusione, traiettoria di non facile lettura per Bijlow,
pallone che sbatte sul palo e per buonasorte degli ospiti non
trova nessun giocatore gialloblù pronto a ribattere in rete.
Scampato l'iniziale pericolo è il Genoa a fare la partita con il
Verona che gioca in rimessa ma che soffre la pressione alta dei
rossoblù. I ritmi, tuttavia, rimangono bassi, la gara è molto
spezzettata. Primo tempo che si chiude con una punizione di
Malinovskyi che sorvola abbondantemente la traversa di Montipò,
immagine di una prima frazione di lotta ma povera di contenuti
tecnici. Ripresa che non muta sino a quando non entra Vitinha.
Bastano pochi secondi al portoghese per mettere la firma al
match. Conquista palla a centrocampo strappandola a Belghali,
qualche passo avanti e gran destro a battere un Montipò
certamente mal posizionato e con responsabilità. L'Hellas è
colpito, fatica ad organizzare una replica convincente anche se
Sammarco cerca qualità dalla panchina inserendo Suslov. Il
Verona é volitivo ma la qualità latita, De Rossi pesca a piene
mani dalla panchina per tenere alta la concentrazione della sua
squadra. Il puzzle è completato, guarda caso, dalla rete,
l'ennesima, di testa di Ostigard. Stacco vincente, Genoa in pole
position verso la salvezza, Verona con tutti e due i piedi
all'inferno. De Rossi, dopo aver contenuto la gioia per la
vittoria contro la sua Roma, adesso si lascia andare: "Erano
sette giorni che volevo esultare, finalmente mi sono scaricato.
Era importante per noi, non solo perché era una scontro diretto.
Ho visto una squadra concentrata nella partita e il campo ha
dato quello che produci e fai. Il primo tempo è stato meno
positivo. Io ho giocato qui a Verona, speravo piovesse, il campo
si è seccato subito. Un problema per le due squadre. Nella
ripresa ci siamo messi più a posto e la differenza poi l'hanno
fatta le giocate dei singoli".
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1 ora fa
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