Full hybrid: com’è nato, come funziona e a chi conviene

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Emilio Deleidi

18 marzo 2026 (modifica alle 07:22) - MILANO

Il più classico dei sistemi ibridi prevede la ricarica di una batteria nei rallentamenti e la possibilità di percorrere brevi distanze in modalità elettrica. Ideato dalla Toyota alla fine degli anni Novanta, è uno schema  che si colloca a metà tra il mild hybrid e l'ibrido plug-in

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Un mondo di ibride

Il mondo va, con decisione, verso la propulsione ibrida, che unisce l’apporto di un motore termico con quello di uno (o più) motori elettrici, il cui compito è ridurre l’impiego del primo per diminuire consumi ed emissioni. Oggi questa soluzione è ampiamente diffusa, tanto da aver superato nei primi due mesi del 2026 una quota del 60% del mercato italiano (tra mild, full e plug-in hybrid), ma naturalmente non è sempre stato così: nel mondo dell’auto, la propulsione ibrida è un fatto relativamente recente, anche se ci sono stati precedenti storici che rimandano addirittura al 1900. Si fa risalire a quell’anno, infatti, il primo esempio di automobile a doppia propulsione, elettrica e termica, attribuito a Ferdinand Porsche e alla sua Lohner-Porsche. Ma le vere capostipiti dell’ibrido moderno sono state Toyota e Honda, che hanno sviluppato questa soluzione nella seconda metà degli anni Novanta. Lo schema introdotto dai costruttori giapponesi, poi ripreso da gran parte delle case automobilistiche di tutto il mondo, viene chiamato full hybrid, per distinguerlo dal mild hybrid e dall’ibrido plug-in. Con il mild hybrid (“ibrido leggero”), il veicolo non si muove mai in modalità solamente elettrica, perché il propulsore a elettroni non è collegato alle ruote motrici, ma svolge una funzione di supporto al propulsore termico, riavviandolo quando è spento dallo Start&Stop e fornendo un supplemento di coppia negli spunti. Nell’ibrido plug-in, invece, la batteria, di capacità di gran lunga maggiore rispetto a quella dell’ibrido mild, può essere ricaricata anche da una fonte esterna: in questo modo, l’auto può percorrere diverse decine di chilometri in modalità solo elettrica. Il full hybrid si colloca a metà tra queste due soluzioni, consentendo di muoversi con la sola trazione elettrica per brevi, ma significativi, tratti: vediamo come funziona e a chi conviene.

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