Fluoroprofilassi: quando serve, a chi è controindicata e come scegliere il dentifricio giusto

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Dalle dosi per i bambini ai gel professionali per gli adulti, fino alle zone dove è controindicata: Matteo Basso, odontoiatra, spiega come funziona la fluoroprofilassi

Eu.Spa.

15 giugno - 15:14 - MILANO

Il fluoro nei dentifrici non è sempre lo stesso e non serve a tutti allo stesso modo. Il Ministero della Salute ha stabilito soglie precise: fino a sei anni servono almeno mille parti per milione, dopo i sei anni 1450 ppm, che è anche il confine legale tra un cosmetico e un farmaco. La fluoroprofilassi sistemica, quella che porta il fluoro in circolo nell'organismo, è indicata solo per chi presenta fattori di rischio specifici. Per tutti gli altri basta il dentifricio, sceglierlo, però, non è indifferente: ci sono composti da evitare e buone ragioni per non comprare sempre il prodotto più economico. Ma quando serve la fluoroprofilassi e soprattutto a chi? Lo abbiamo chiesto a Matteo Basso, odontoiatra e specialista in chirurgia orale

Cos'è la Fluoroprofilassi

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"La fluoroprofilassi è una somministrazione dosata di fluoro che serve, a livello dentale, per rinforzare la struttura dei denti", spiega l'esperto. "Esistono due modalità: sistemica, quando il fluoro viene ingerito e va in circolo nell'organismo, e topica, quando viene applicato direttamente sulla superficie del dente". Nel bambino piccolo, in passato il fluoro sistemico, in forma di gocce orali o compresse, veniva prescritto quando i denti definitivi si stavano ancora costruendo sotto le gengive: farlo entrare in circolo significava usarlo come mattone nella struttura in formazione, renderli più resistenti e meno aggredibili dagli acidi prodotti da zuccheri e carboidrati. Nell'adulto, invece, il dente è già formato e non c'è modo di intervenire sulla struttura interna: si può solo agire sulla superficie. "Qui la fluoroprofilassi si fa con i dentifrici al fluoro, oppure con gel o vernici professionali che applichiamo con un pennellino a dosaggio alto, generalmente dopo l'igiene, per rinforzare lo smalto". La fluoroprofilassi sistemica è invece raccomandata oggi solo per bambini ad alto rischio: quelli ad esempio con condizioni socioeconomiche disagiate, igiene orale gravemente scarsa, o nati in zone dove l'esposizione al fluoro ambientale è estremamente bassa. "Ci sono zone vulcaniche, alcune aree della Calabria per esempio, dove al contrario si assume già molto fluoro dall'acqua che si beve e con cui si cucina. In quel caso effettuare la fluoroprofilassi sistemica è addirittura controindicato, se non addirittura pericoloso", precisa il professor Basso. 

L'importanza del dentifricio

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Per tutti gli altri, la risposta è il dentifricio. Il Ministero ha stabilito che quello giusto per i bambini fino a sei anni contiene almeno 1000 parti per milione di fluoro, da sei anni in poi 1450 ppm. Nei bambini è anche importante rispettare una corretta quantità da mettere sullo spazzolino: le dimensioni di un chicco di riso fino ai 3 anni, di un pisellino fino ai 6 anni. "Quasi tutti i dentifrici fluorati per adulti e ragazzi sono già a 1450 ppm: è il limite tecnico tra un cosmetico e un farmaco, quindi la maggior parte dei produttori li formula così", e le ppm sono obbligatoriamente riportate sulle confezioni. C'è però una cosa che vale sapere: il dentifricio non è il protagonista dell'igiene orale. "Quello che fa la differenza è la qualità dell'igiene meccanica: lo spazzolino, il filo, lo scovolino. Il dentifricio serve a aumentare l'efficacia nella rimozione della placca e come veicolo di principi attivi". 

Scegliere bene ha comunque senso. In farmacia è più facile trovare prodotti privi di SLS, il sodio lauril solfato, uno schiumogeno economico che in molti pazienti provoca irritazioni alle mucose, arrossamenti e gengive che si deteriorano. "Nella grande distribuzione, siccome è un composto consentito, si possono trovare anche prodotti meno selezionati. Un dentifricio da un euro e mezzo probabilmente ha componenti base e il sodio lauril solfato è uno di quelli che costano quasi nulla, ecco perché molti lo usano". Chi ha problemi specifici conviene si orienti in farmacia. "Conviene spendere qualcosa in più per prodotti con caratteristiche mirate. Ormai della bocca sappiamo molte più cose: non c'è solo la placca che si accumula, ma c'è un sistema complesso che va mantenuto in equilibrio". 

No fluoro

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In quanto agli integralisti del no-fluoro Basso non ha dubbi. "Ci sono persone che, linee guida alla mano, mettono a rischio i pazienti. Senza fluoroprofilassi topica si rischia di avere bambini che da adulti si troveranno con cure molto più complesse e costose". Il fluoro ad alti dosaggi è tossico, può produrre denti gessosi e più fragili ed entra anche nelle ossa, ma ai dosaggi odontoiatrici il discorso è diverso. "Non è pericoloso, può solo fare bene. Se ci sono dubbi, si chiede al dentista: è un argomento su cui qualsiasi odontoiatra è in grado di dare la risposta che si cerca".

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