In Nations Championship la rivincita rugbistica della semifinale di 3 giorni fa si trasforma in una partita folle: gli inglesi zittiscono i fischi a “God Save the King” con un primo tempo strepitoso, poi rischiano la frittata nel festival dei gialli (ben 7) della ripresa ma alla fine vincono 31-24
Francesco Palma
18 luglio - 23:43 - MILANO
L’Inghilterra piazza il colpo e batte l’Argentina 31-24 nella sfida che chiude la terza giornata del Nations Championship in una partita folle. Match pieno di tensione e praticamente infinito (oltre 2 ore e 15 a causa delle tante interruzioni e dei 7 cartellini) che risente inevitabilmente della semifinale del Mondiale di calcio di tre giorni prima, con i tifosi argentini in visibilio all’ingresso in campo dei Pumas con una maglia che replica volutamente quella dell’Argentina di Maradona dell’86 e l’inno inglese God Save the King sommerso dai fischi. Alla fine, in questo marasma, sono gli inglesi a spuntarla e a portare a casa ben 5 punti, con Delguy che va a un centimetro dalla meta del pari a tempo scaduto. La prima metà del torneo si chiude con All Blacks e Sudafrica in testa a 15 punti nel girone dell’Emisfero Sud, seguiti dall’Australia a 8, Argentina a 5, Giappone a 4 e Figi a 0. Nel girone europeo la Francia è prima con 12 punti, seguono Scozia a 11, Irlanda e Inghilterra a 10, Galles a 5 e l’Italia ultima a 0.
inglesi a tutta
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L’Inghilterra parte meglio. Il primo a dare avanzamento è Feyi Waboso, poi Fin Smith si inventa uno splendido calcio-passaggio al largo per Freeman che con un gioco di prestigio vince la battaglia aerea con Santiago Carreras, rimane in campo e schiaccia in bandierina. Dopo la meta arriva subito la prima scaramuccia, con l’arbitro Gardner che punisce Chessum e fa ripartire il gioco non con un calcio d’inizio ma con un calcio di punizione per l’Argentina, che ne approfitta per tornare subito in attacco: è il solito Oviedo a suonare la carica, Albornoz trova Mateo Carreras che arriva a un soffio dalla meta, poi Kremer perde palla e l’azione sfuma. Dopo la sfuriata iniziale il match inizia a vivere di fiammate: da una parte Marcus Smith salva ancora su Mateo Carreras, dall’altra invece è ancora Feyi-Waboso batte sullo scatto Garcia e semina altri tre avversari, poi serve a Ben Earl un pallone che è solo da schiacciare in mezzo ai pali per il 12-0. Non finisce qui per l’Argentina, che rimane pure in 14 per un giallo a Mateo Carreras: placcaggio alto su Freeman poco prima della meta subita. L’Argentina accorcia con un piazzato di Albornoz, che poi in difesa salva su Van Poortvliet lanciato dal calcetto di Freeeman. Il pallone è portato dentro dall’argentino e si riparte con una mischia a 5 metri: il pacchetto inglese fa sfracelli e arriva fino in fondo con Ben Earl. Terza meta e altri scontri, con gli argentini sempre più nervosi dopo il 19-3 che chiude il primo tempo.
cartellini ovunque
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Nel secondo tempo è ancora Albornoz a suonare la carica e risvegliare il pubblico di Santiago Del Estero con un calcetto per se stesso e 50 metri di campo palla in mano. Inghilterra costretta al fallo: touche vinta bene sul solito Petti, maul avanzante, Garcia che attacca lo spazio e poi Mateo Carreras (rientrato dopo il giallo) schiaccia per il 19-10. I Pumas, trascinati da un Albornoz in stato di grazia, cambiano nettamente marcia rispetto al primo tempo e adesso l’Inghilterra è in grande sofferenza: al 49’ Van Poortvliet commette un avanti volontario abbastanza inutile e prende un giallo evitabile, lasciando i suoi momentaneamente in 14. Montoya sbaglia la touche avrebbe potuto riaprire la partita, regalando l’ovale all’Inghilterra, ma i Pumas rimangono in attacco: Oviedo e Picardo fanno sfracelli palla in mano, Garcia alza il ritmo, poi Albornoz attacca in prima persona e viene fermato a un passo dalla linea di meta da Slade. L’argentino riesce a giocare da terra per l’accorrente Matera, ma il pallone è intercettato irregolarmente da Coles. Per l’arbitro Gardner è un fallo che impedisce una marcatura praticamente certa, quindi è meta di punizione: 7 punti automatici, giallo a Coles e 19-17, partita riaperta e decibel dello stadio che si alzano notevolmente. Negli ultimi 20 minuti la partita si incattivisce, con Oviedo ammonito a sua volta per un intervento irregolare su Pepper, ed è l’Inghilterra e segnare con Marcus Smith dopo la solita fiammata di Feyi-Waboso e un bel passaggio di Van Poortvliet, appena rientrato dal giallo. Fin Smith trasforma per il 24-17. Arriva anche il giallo a Santiago Carreras per avanti volontario: in questo marasma adesso è l’Argentina ad avere 13 uomini e l’Inghilterra 14. Al 70’ sono gli inglesi a chiudere la questione, ancora con lo scatenato Feyi-Waboso (che prima aveva avuto un altro scambio di vedute con Delguy) che arriva a tutta velocità sul pallone di Van Poortvliet, passa in mezzo a tre argentini e firma il 31-17.
finale folle
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L’Argentina non molla fino alla fine, l’Inghilterra continua a commettere falli e si ritrova di nuovo in tredici per due gialli a Pollock e Iyogun: la prima linea inglese usa tutti i trucchetti del mestiere per non far giocare le mischie agli argentini che si innervosiscono, rischiano di perdere la testa ma alla fine trovano la meta con Picardo a un minuto dalla fine. Albornoz trasforma per il 31-24. Il tempo è scaduto ma c’è tempo per un’ultima – infinita – azione. I Pumas ripartono dai propri 22 e non possono più calciare, ma arrivano fino a metà campo ancora ispirati da uno scatenato Albornoz. Petti attacca sul lato sinistro, Cruz aumenta il ritmo e porta i suoi fino ai 22 avversari. L’Inghilterra con due uomini in meno difende come può, Santiago Carreras allarga su Delguy che sfugge a Caluori, sta per tuffarsi in bandierina ma viene portato fuori dall’intervento di Slade che di fatto salva l’Inghilterra, che batte 31-24 l’Argentina in una partita senza senso, tra le proteste dei Pumas.









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