Fersino, sfida al mito De Gennaro: "Milano è cresciuta molto. Moki è inarrivabile"

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Eleonora Fersino e Monica De Gennaro. Fivb

Vero Volley in finale con Conegliano trascinata anche dalle prestazioni del suo libero, candidata a prendere il posto della fuoriclasse in Nazionale

Rodolfo Palermo

6 aprile - 14:13 - MILANO

Si scrive Milano-Conegliano, ma si può tranquillamente leggere Fersino-De Gennaro, un duello in cui passato presente e futuro si confondono. Eleonora Fersino, classe 2000, è in pole per raccogliere in Nazionale la pesante eredità della più forte al mondo nel ruolo, Monica De Gennaro appunto, ma la storia del libero delle lombarde è partita proprio dal Palaverde, dall’Imoco, a fianco della leggenda Moki e contro di lei dovrà passare adesso l’assalto allo scudetto. Il futuro azzurro è tracciato, ma il presente è una stagione straordinaria per Fers (il suo soprannome), che ha dato un grande contributo, dopo la Supercoppa vinta in Ottobre sempre contro le venete, a raggiungere l’ultimo traguardo stagionale (gara 1 sabato 11), un risultato ottimo a cui in pochi credevano dopo gli addii di Orro e Sylla. Invece il 3-1 nella serie di semifinale contro Scandicci testimonia la crescita del gruppo ma anche del suo libero, trascinatrice protagonista. 

seconda finale

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Per lei sarà la seconda finale, dopo il titolo del 2019 vinto proprio con le pantere. "Un gioco del destino" racconta, "Ha un valore speciale giocare su quel campo, davanti alle mie persone: ho chiesto 47 biglietti per parenti e amici, ci sarà un “settore Fersino” al Palaverde". La strada non è stata facile: "Rispetto all’inizio siamo diventate un’altra squadra come mentalità" spiega. "Peccato per i tiebreak di Champions, ma in una stagione lunga, bisogna accettare anche dei momenti negativi, che ci hanno permesso di arrivare pronti contro Scandicci. Pochi credevano in noi all’inizio, perciò sono orgogliosa di questo gruppo, voglio urlare che questo risultato ce lo siamo proprio meritato. Ora dovremo scendere in campo libere, conosciamo il valore di Conegliano, ma non dobbiamo averne paura: mi aspetto una bella serie". Fers inizia a 12 anni, a Chioggia, da banda, e approda nel 2014 al Volley Pool Piave. Qui la svolta del grande Giuseppe Giannetti (scopritore di Cacciatori, Piccinini, Sangiuliano): "Un giorno del 2016 mi prende da parte e mi dice che avrei giocato da libero. Me l’aspettavo, ma fu ugualmente una botta, e piansi". Cominciano anche le frequentazioni delle tribune del Palaverde: "Guardavo la finale del 2018 e mi sembrava un livello inarrivabile". Invece, poche settimane dopo è chiamata a debuttare in A1 proprio con le campionesse d’Italia dell’Imoco: il libero è De Gennaro: "Un sogno" ripete. "Da ragazza, la vedevo giocare, era la più forte del mondo, e lo è tuttora. Si instaurò subito un ottimo rapporto, forse perché ero una che lavorava in silenzio. Lei è un modello per la mentalità che la porta a ricercare la perfezione. La cosa più sorprendente è che era già la più forte di tutte, ma, quando finiva l'allenamento, restava un'ora in più in palestra. Ogni giorno. Non ho mai visto nessuna così. Se doveva fare 10 ricezioni perfette consecutive per andare a casa, e la decima era “solo” positiva, ricominciava. Ecco perché è differente". 

eredità pesante

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E, con il ritiro dall’azzurro di Moki, Fersino ne raccoglierà l’eredità. "Un compito arduo, quasi impossibile. È sbagliato paragonarci, lei è un'altra cosa. Io devo ancora fare tanto, darò tutto, avrò la fortuna di farlo in un gruppo, quello azzurro, fortissimo, che aiuta tutti". E guidato dal Ct, Julio Velasco: "Un maestro, davanti a tutti per mentalità e principi. Prima della semifinale allo scorso mondiale, ci disse che dovevamo essere coraggiose, che non significa non aver paura delle difficoltà, perché anche gli atleti più forti ne hanno, ma saperle affrontare". Difficoltà, appunto, come quando, nel 2024, viene esclusa dal gruppo che poi andrà a vincere l’oro olimpico. "Non avvertii subito la botta, andai in vacanza, dimenticai la pallavolo. Ma al ritorno in palestra, quell’esclusione mi presentò il conto". Un insegnamento che ha aiutato a crescere: "Le batoste possono arrivare e bisogna saperle affrontare, senza mettere la polvere sotto il tappeto. E in quei momenti, è importante rimanere fedeli a se stessi". A Conegliano vince campionato, coppa Italia, mondiale per club e due supercoppe, quindi va un anno a Bergamo, poi la chiamata di Novara, di Lavarini, con Coppa Cev e Challenge, e ora quella di Milano. In Nazionale, la bacheca comprende 3 VNL e il mondiale dello scorso anno. L’esordio da titolare avviene con l’allora Ct Mazzanti nell’infausta estate del 2023: "Emozionante l’esordio all’Arena di Verona, ma non potei godermi appieno quell’esperienza, in un’estate difficile". Oggi Fersino è una giocatrice matura, consapevole dei propri mezzi e delle difficoltà cui può andare incontro. Amante della pallavolo come delle cose semplici: la compagnia del cane Mia, ad esempio, o guardare il calcio insieme al ragazzo Alessandro ("Lui purtroppo milanista, io juventina, ma ci piace andare allo stadio"), o anche il tennis, con le sfide Sinner-Alcaraz, e la NBA, dove ammira Doncic: "Mi piacciono i giocatori estrosi, anche un libero può esserlo, ma a me piace non esagerare, essere molto concreta in campo. La dote principale per il mio ruolo? La lettura, imprescindibile oggi. Un attacco potente di Egonu, ad esempio, è impossibile da prendere se non sei nella posizione perfetta". Quasi una fortuna, dunque, allenarsi con lei ogni giorno, un privilegio che il libero si è guadagnata con fatica, attraverso le difficoltà, quasi sottotraccia (non ha mai fatto parte di nazionali giovanili). "Non tutto va bene, durante il percorso, ma mia sorella Laura, i miei genitori Valerio e Alessandra mi sono stati sempre vicino, senza mai spingermi, ma aiutandomi ad affrontare le difficoltà". E portandola a guardare più serenamente il futuro: "Voglio essere ricordata come una presenza a disposizione della squadra cui dà sempre tutto. Alla giovane Eleonora direi di godersi sempre tutto, anche i momenti negativi, perché servono a fortificare il carattere". E magari a candidarsi a sostituire una leggenda nazionale.

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