Prima del ritorno in campo contro il Como, il talento senegalese era stato costretto a farsi venire a prendere per tornare a Udine. Non è la prima volta che un episodio simile accade a un calciatore africano in Europa: c'è un problema di conversione del documento
Il ritorno in campo da protagonista nel secondo tempo nel bel pareggio contro il Como. Ma la settimana dell’attaccante diciannovenne dell’Udinese Idrissa Gueye non è stata facilissima. Il talento bianconero del Senegal, arrivato in prestito dal Metz, è stato fermato al valico di Fernetti, nel comune di Monrupino dalla polizia di frontiera di Trieste. Gueye si trovava a bordo di un’Audi ed era di ritorno dalla Slovenia. Doveva essere un controllo di routine, si è trasformato in un incubo. Perché la patente di Gueye risultava falsa. A quel punto i poliziotti gli hanno contestato il reato di uso di atto falso (articolo 489 del codice penale), denunciandolo e impedendogli di utilizzare la sua vettura. Gueye è stato così costretto a farsi venire a prendere per poter raggiungere Udine e tornare a casa.
Difesa
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L’Udinese si è affidata al legale di fiducia Maurizio Miculan che dovrà dimostrare la buona fede dell’attaccante. Che pare non fosse a conoscenza di avere un documento contraffatto, ma una regolare patente rilasciata in Senegal. Non è la prima volta che l’episodio accade a un calciatore africano in Europa. Il problema sembra essere la conversione del documento. La notizia è arrivata soltanto oggi, ma l’episodio si è verificato la scorsa settimana. Gueye ha ricominciato tranquillamente ad allenarsi e ieri è sceso in campo contro il Como contribuendo nei 25 minuti finali al prezioso risultato che ha portato l’Udinese a quota 40.









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