Ferrari, Lamborghini, Porsche: le ibride plug-in ad altissime prestazioni

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Matteo Corsini

16 marzo 2026 (modifica alle 07:35) - MILANO

Sempre più case si affidano a motori ibridi ricaricabili per le proprie sportive di punta. Una scelta tecnica che apre a frontiere prestazionali inedite, pur non senza controindicazioni. Ecco come sono fatte e perché risultano una delle scelte più diffuse

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Sportive ricaricabili

La diffusione delle motorizzazioni ibride plug-in ha coinvolto anche la galassia delle vetture sportive, dalle supercar più esotiche alle super-berline del momento. Un fenomeno che ha determinato un nuovo balzo in avanti prestazionale per questo tipo di vetture, "catapultate" verso valori di potenza che fino a dieci anni fa sarebbero stati pressoché impensabili per modelli prodotti in grande serie. Tutto questo naturalmente grazie alla possibilità di abbinare ai motori termici una o più unità elettriche a supporto, alimentate da pacchi batterie più o meno generosi a seconda delle scelte tecniche del costruttore. Ma non c'è solo la ricerca della massima performance dietro il "boom" delle sportive ibride plug-in. Altrettanto importante è infatti la necessità di contenere le emissioni omologate, perché da un lato ciò consente di rispettare i limiti sempre più stringenti imposti dall'Unione Europea per la CO2 media di gamma, dall'altro di commercializzare vetture prestigiose (e quindi ad alto margine) in Paesi dove la tassazione per le vetture più inquinanti ha raggiunto importi vertiginosi. Si pensi ad esempio a Francia o Paesi Bassi, dove paradossalmente una Bmw M5 diventa una scelta economicamente più sostenibile rispetto alla "sorella minore" M3. Il plug-in si apre poi a nuove frontiere in materia di ripartizione della coppia, grazie all'estrema modulabilità dei motori elettrici, così come alla predisposizione di schemi a quattro ruote motrici sprovvisti di alberi di trasmissione, muovendo un assale solo con la componente ibrida. Controindicazioni? Una su tutte, il peso: la RS 5 si è spinta a quota 2.355 kg, la M5 a ben 2.435 kg. Telai evoluti e architetture tecnologiche ultra-avanzate fanno un lavoro magistrale nel nascondere queste masse importanti, ma i limiti imposti dalle leggi della fisica possono essere "piegati" fino a un certo punto. E a farne le spese sono anzitutto gli pneumatici.

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