Il gruppo Salvatore Ferragamo ha
chiuso il trimestre con ricavi in calo del 5,5% a 209 milioni di
euro, in ribasso dell'1,2% a cambi costanti. I negozi monomarca
hanno visto salire calare le vendite dell'1,9% a 161 milioni
(+5,5% a cambi costanti), mentre le vendite all'ingrosso sono
scese del 21,9% (-19% a cambi costanti) a 42 milioni. In Europa,
Medio Oriente e Africa le vendite sono scese complessivamente
del 17,6% (-17% a cambi costanti). In Nord America sono salite
del 7,3% (+18,8% a cambi costanti), mentre nel resto delle
Americhe sono salite del 7,6% (+7% a cambi costanti). Passo
indietro del 12% in Asia e nel Pacifico (-5,24% a cambi
costanti) e del 16,5% in Giappone (-4,4% a cambi costanti).
Il gruppo sottolinea il "contesto geopolitico ed economico
ancora complesso" che non ha impedito ai negozi monomarca di
crescere "in tutte le aree geografiche eccetto il Giappone". In
questo quadro Ferragamo intende continuare a "focalizzarsi
sull'esecuzione del piano strategico" e quindi "farà leva sul
proprio 'heritage' e punti di forza per incrementare la
desiderabilità del brand, ottimizzare il mix di prodotto e
garantire coerenza narrativa su tutti i canali". "Resteranno
centrali - conclude il gruppo - qualità delle vendite e dei
canali distributivi, disciplina operativa e attenzione alla
performance finanziaria".
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