Il doppio ex, una vita all'Udinese e una parentesi in nerazzurro, consiglia Marotta e Ausilio: "Oumar è da Premier League: sembra quasi che in Serie A ogni tanto si annoi. E allora attacca saltando tutti"
Il percorso, Felipe Dal Bello, l’ha imboccato inversamente: dall’Inter all’Udinese, dopo che proprio in Friuli aveva vissuto tutta la trafila nelle giovanili e i primi 8 anni di Serie A. In ogni caso, due ambienti che il difensore brasiliano conosce bene. E un trascorso che permette a Felipe di consigliare al meglio Solet, il gigante bianconero che dall’Udinese potrebbe proprio passare all’Inter. “Quando ho visto Oumar per la prima volta di persona sono rimasto impressionato: due metri di uomo tutto muscoli, fa paura – racconta Felipe -. E sì, è decisamente da Inter. Ma pure da Premier League, essendosi abbassato il livello della Serie A. Lo vedrei bene al Manchester United…”.
Quanto ha seguito Solet nei suoi anni in Italia?
“Direi parecchio: l’anno scorso ho fatto da opinionista per UdineseTv e l’ho osservato in svariate partite. Ho capito subito che è un profilo da squadra top. Le richieste per i difensori negli ultimi anni sono un po’ cambiate, ma lui è completo: devastante nel pressing, incredibile nel dribbling, sa fintare e saltare gli avversari. In questo ha una facilità incredibile. Dall’altra parte, però, pecca un po’ in fase puramente difensiva, nelle letture: deve essere più pessimista, fiutare il rischio, valutare meglio se prendersi la responsabilità di spingersi in avanti rischiando di prendere gol”.
È la critica che gli si muove spesso: troppo offensivo per un difensore.
“Ogni tanto sembra quasi che si annoi, che senza un po’ di solletico senta il bisogno di salire troppo in attacco. È un giocatore di prospettiva: dovrà adattarsi alle richieste dell’Inter e migliorare soprattutto l’aspetto dell’attenzione dentro le partite”.
Crede che Solet diventerebbe subito titolare nell’Inter?
“Sì. Non patirebbe il grande salto in una big, ha grande personalità: giocherebbe fin dall’inizio. L’Udinese gli ha restituito continuità dopo le stagioni a Salisburgo, esattamente ciò di cui aveva bisogno. La gestione del club è stata impeccabile, adesso è pronto”.
Ha avuto modo di inquadrarlo anche sul piano caratteriale?
“Mi sembra che gli scivoli tutto addosso, anch’io quando ero giovane vivevo le critiche così. Se viene contestato dopo una partita, in quella successiva non gli frega niente. Bisogna capire se si tratta di arroganza o sicurezza eccessiva, un limite molto sottile. Ma secondo me è solo una questione di personalità. Il fatto di non lasciarsi condizionare da voci esterne, per un difensore, è molto positivo. All’Inter la pressione sarà certamente diversa, ma con questo bagaglio non avrà problemi”.
Che valutazione farebbe di Solet?
“Gioca a destra e a sinistra, è tecnico e rapido, ha davanti ancora 7-8 anni di carriera: dipende anche dalla concorrenza, ma per il mercato di oggi prenderlo a 20-25 milioni sarebbe un affare”.









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