"Eccomi qui a dover rendere conto
dell'ennesimo racconto di fantasia travestito da giornalismo".
Esordisce così Fedez in una serie di stories di Instagram in cui
smentisce le indiscrezioni - riportate oggi dal Fatto Quotidiano
- sulla possibilità che il governo lo 'ingaggi' come testimonial
per il Sì al referendum sulla giustizia.
Il rapper ricostruisce i fatti, spiegando di essere stato
raggiunto ieri da "insistenti telefonate" da un numero che non
aveva in rubrica. Di qui lo scambio di messaggi. "Mi dice di
essere un giornalista del Fatto Quotidiano e di voler sapere la
mia posizione in merito al referendum sulla giustizia. Gli
faccio notare che chiamare uno con così tanta insistenza non è
cosa a me gradita e che se mai volessi esprimermi sul tema lo
farei sui miei canali. Fine della conversazione". "Per tutta
risposta - scrive ancora Fedez - questa mattina mi trovo un
articolo sul Fatto Quotidiano a firma di questo giornalista che
insinua che io sarei stato ingaggiato dal governo come
testimonial per il sì. Ovviamente senza nessuna prova
giornalistica ma con un mio virgolettato ("Non dirò nulla per
interposta persona", ndr) che lascia quasi intendere che io
abbia qualcosa da nascondere. Follia pura".
"L'unico 'fatto' certo è che al mio podcast fino a oggi ho
avuto solo ospiti che si stanno spendendo per il no (Gherardo
Colombo e Nicola Gratteri). Pregherei gentilmente Il Fatto
Quotidiano di pubblicare la smentita di questa porcheria
totalmente infondata o altrimenti pubblicare le prove di ciò che
hanno scritto. Complimenti per l'ottimo lavoro svolto. Come
sempre", conclude il rapper - atteso in gara al prossimo
festival di Sanremo in coppia con Marco Masini - che pubblica
anche la foto della chat whatsapp con il giornalista.
Una posizione ribadita anche dalla redazione di Pulp Podcast,
condotto da Fedez con Mr. Marra, con una lunga nota pubblicata
sul profilo ufficiale in cui si parla di "bufala senza
fondamento", costruita per "fare clickbait". Il tutto partito da
"un assunto intollerabile: la domanda che gli è stata rivolta
era se si sarebbe impegnato per il Sì al referendum, mentre
nell'articolo si insinua che Fedez non abbia voluto rispondere
alla domanda: 'è vero che il Comitato del Sì la vuole ingaggiare
come testimonial?' Un cortocircuito costruito ad arte per
sollevare un polverone. Peraltro sarebbe bastato porre la
domanda nel modo corretto per disinnescare da subito la bufala.
Ma probabilmente - si legge - la verità non era l'obiettivo
dell'articolo. E sarebbe stato sufficiente informarsi: fra gli
ultimi ospiti del podcast ci sono Gherardo Colombo e Nicola
Gratteri (puntata in uscita domani ma 'teaserata' già ieri)
convinti sostenitori del No. Insomma, chiunque avesse scelto
Fedez come testimonial del Sì avrebbe buttato soldi nel cesso".
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1 giorno fa
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