Fabiola Gianotti, al Cern dieci anni entusiasmanti

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Sono stati dieci anni entusiasmanti, quelli nei quali Fabiola Gianotti è stata alla guida del Cern, ricchi di risultati scientifici che lasciano intravedere nuove scoperte sul bosone di Higgs e sulla materia oscura. Alla direzione generale del Cern dal gennaio 2016, Gianotti si prepara a lasciare l'incarico alla fine del 2025 per la scadenza del mandato, passando il testimone al fisico britannico Mark Thomson, con un bilancio che mette in luce una stagione molto fertile.

Incontrando i giornalisti a Ginevra, Gianotti ha detto che durante i suoi mandati "le attività del Cern si sono estese nei diversi ambiti della sua missione" in primo luogo nella scienza. Il Cern è anche sfuggito ai tagli al bilancio che stanno colpendo altre organizzazioni internazionali. Nonostante le crisi globali, dalla pandemia alla guerra in Ucrainae e all'aumento dei costi energetici, ha aggiunto, "ha sempre potuto contare sul pieno sostegno finanziario degli Stati membri". Gianotti ha inoltre rilevato come gli Stati Uniti, pur non essendo membri e non contribuendo al budget ordinario, abbiamo sempre onorato i propri impegni.

"Al Cern - ha proseguito - cerchiamo di rispondere a domande aperte di fisica fondamentale sulla struttura e l'evoluzione dell'Universo. Il fulcro di questa ricerca è il bosone di Higgs, la particella elementare più esotica e misteriosa". Scoperto nel 2012, il bosone di Higgs è legato al destino dell'Universo, ha aggiunto, e con l'acceleratore Lhc ad alta luminosità (High-Luminosity Large Hadron Collider), approvato dal Consiglio del Cern nel 2016 all'inizio del suo primo mandato, "speriamo di ottenere più collisioni per produrre più bosoni di Higgs e altri fenomeni fisici per studiarli in dettaglio".

Un'altra eredità del decennio di Gianotti sarà verosimilmente l'ambizioso Future Circular Collider (Fcc), l'acceleratore di particelle successore di Lhc sulla realizzazione del quale il Consiglio del Cern dovrebbe pronunciarsi intorno al 2028. Il progetto prevede due fasi: la prima, con collisioni elettrone-positrone, permetterà di studiare in modo ultra-preciso il bosone di Higgs e altre particelle; la seconda, con collisioni protone-protone, potrebbe fornire le prime risposte sulla materia oscura ma, ha detto Gianotti, "potrebbero sempre esserci delle sorprese".

Con la direzione di Gianotti, il Cern si è ampliato anche a livello istituzionale. Dal 2016, 12 Paesi sono diventati membri o associati e a questi si aggiungono gli Stati osservatori, come Stati Uniti e Giappone, e oltre 50 Paesi con contratti di collaborazione, inclusi Stati a basso reddito.: "è una testimonianza evidente - ha rilevato - dell'interesse politico e scientifico verso il Cern".

Positivo anche il bilancio relativo alle attività di formazione: circa "5.550 persone sono in formazione ad ogni istante". Di queste, il 30% resta nella fisica delle particelle e gli altri portano le competenze acquisite nei settori più vari. "Il Cern - ha aggiunto - fornisce così un flusso continuo di talenti Stem di cui abbiamo urgente bisogno".

Ha rappresentato una svolta anche l'apertura del Portale della Scienza, il nuovo spazio dedicato al pubblico grazie al quale il numero di visitatori del Cern è aumentato da 150.000 a oltre 400.000 visitatori all'anno. L'obiettivo è "condividere la bellezza e l'utilità della scienza», ha rilevato Gianotti. Sotto i suoi due mandatii, infine, il Cern ha intensificato le iniziative nel campo ambientale, in particolare nel settore tecnologico.

La scienziata italiana guarda ora anche al suo futuro: "desidero tornare alla ricerca attiva al Cern, almeno per una parte del mio tempo". Ma certamente non mancano altre proposte, che Fabiola Gianotti valuterà nei prossimi mesi.

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